Continua l’Adelsteingate e questa volta prendiamo riferimento da una fonte (quasi) completamente esterna al poker.
“Spidey” è un prestigiatore, mentalista, ma soprattutto analista comportamentale con una laurea in sociologia e psicologia, certificazioni in interrogazioni criminali e analisi del linguaggio del corpo.
Insomma, a partire dal body language dei soggetti fino alla conoscenza di eventuali tecniche di bari con le carte, questo caso è assolutamente il suo pane.
In uno dei suoi ultimi video su YouTube, il mentalista analizza per oltre un’ora tutte le più comuni sfaccettature dell’episodio, regalando il suo parere da esperto sulle teorie più comuni.
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Mazzo di carte segnato
Ci sono due tipi di mazzi segnati, quelli che vengono venduti già così e quelli che vengono marchiati da qualcuno, con un graffio o dell’inchiostro.
Al 99,9% in questa partita non è stato usato un mazzo segnato, perché vorrebbe dire avere un complice nell’organizzazione che ha introdotto il mazzo, ma soprattutto perché nella maggior parte dei casi i segni sono molto piccoli e Robbi non è abbastanza vicina per poterli distinguere.
Potrebbe averlo segnato lei, ci sono sostanze che si possono mettere sulle carte per riconoscerle magari con una lente a contatto particolare o guardandole da una certa inclinazione.
C’è una possibilità che lei abbia potuto segnare ad esempio le carte alte per poterle individuare, non sto dicendo che l’abbia fatto, ma se qualcuno mi assicurasse al 100% che lei abbia barato, la mia prima teoria sarebbe questo sistema.Â
Device vibrante
Qualcuno dice che potrebbe aver avuto un oggetto vibrante nella giacca o in tasca, altri addirittura nell’anello. Ho familiarità con questi oggetti perché vengono usati in alcuni trucchi di mentalismo, ma ora sono un po’ datati.
Hanno pensato a un “thumper” nella giacca perché c’è stata un’inclinazione dove si vedeva la schiena di Robbi vibrare, ma questi oggetti non emettono vibrazioni così potenti, sono molto più leggere. Quello era, a linguaggio del corpo, un movimento della gamba che rappresentava tensione, non una vibrazione.
Anche l’anello è da scartare, non esistono “thumper” così piccoli, se esistessero si scaricherebbero velocemente con tutta probabilità , e non c’è motivo di metterlo in un posto così visibile quando lo puoi mettere in tasca.
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Il dealer barava
Ci sono vari modi per barare al tavolo, ma se c’è un cheater a dare le carte lo si può inquadrare abbastanza velocemente per come tiene il mazzo.
La dealer è molto brava nel suo lavoro, ma la presa che ha sul mazzo non è quella che si usa nella prestigiazione, lei non ha idea di come si bari.
Pensava di avere J3 invece di J4
Ci sono comportamenti contrastanti al riguardo. Va notato che la mano precedente aveva in effetti J3, e può capitare di ricordare la mano precedente invece di quella attuale.
Lei però ha guardato più volte la sua mano prima di prendere la decisione. È comunque possibile che sia andata avanti-indietro a ricordare J3 e J4, sembra strano ma l’ho visto succedere.
Un giocatore le ha chiesto direttamente se avesse un 3 in mano e lei ha detto di no, inoltre lei stessa ha chiesto a Garrett se un 3 bastasse per vincere. Non so se possa essere un tentativo di read. Quindi prima dice di avere un 3, poi nega, poi sui social dice di aver pensato di avere un 3, molto confuso.
Per approfondire questa parte dovremo analizzare il linguaggio del corpo.”
E Grinderlab vi fornirà l’analisi in un secondo articolo. Stay tuned!






