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Intervista esclusiva a Rocco Palumbo: gli ultimi anni e il futuro

Mag 10, 2023

rocco-palumbo ept montecarlo

Non temiamo di sbagliare se definiamo Rocco Palumbo una delle icone del poker italiano: vincitore di un braccialetto WSOP, di un Main Event WPT, di un torneo EPT e un PokerStars Championship, per una 13ª posizione nella Italy All Time Money List.

Chi conosce il poker in Italia, conosce RoccoGE. E chi lo segue si sarà accorto che da un po’ di tempo il pro genovese si era allontanato dalla luce dei riflettori.

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Come un fulmine a ciel sereno, ecco che Rocco è tornato in scena con un post sulla sua pagina Facebook dove riassume in breve i suoi ultimi anni: vuole tornare a pubblicare con costanza, ha smesso di giocare in live con costanza e si sta dedicando solamente al Cash Game.

Potevamo non approfondire? Ecco l’intervista esclusiva con Rocco “RoccoGE” Palumbo!

Perché torni a bloggarti?

Ciao Rocco! Tranne un paio di sporadiche apparizioni, è da un po’ che non ti si vede, direi 2019. Ora sei tornato con quel post dove dici di voler tornare a “bloggarti’ sostanzialmente. C’è un motivo in particolare?

Rocco Palumbo: “Sì, non mi si vede da un bel po’ e vorrei tornare a bloggarmi perché alla fine mi piace, è più per una cosa personale che per avere “engagement” sui social. Mi è sempre piaciuto avere una sorta di blog e ogni tanto mi viene voglia di scrivere, sia che siano spunti o anche solo fare journaling.

Per assurdo, Facebook è forse il posto migliore, perché anche se non voglio per forza avere interazioni, mi piace un po’ avere quel contatto con le persone che conosco. Quando tenevo il blog su twoplustwo per esempio avevo a che fare con estanei.

L’idea sarebbe di postare con una certa frequenza, provando a fare un mix sia di banale journaling, tipo postare i risultati del mese, e ogni tanto dare qualche spunto.”

Gli ultimi anni di Rocco Palumbo

Se ti chiedessi come sono andati gli ultimi 4 anni mi potresti rispondere con quel grafico, ma aggiungici qualcosa che dalle sole linee non si vede. Cosa hai fatto e come è andata?

RoccoGE: “Più che quattro anni possiamo dire anche 6-7, e si possono riassumere con un forte burnout da circa fine 2017. Poi ci sono stati sei mesi / un annetto sabbatici, dove mi sono dedicato a me stesso e alle mie passioni. Ho anche valutato di switchare completamente a qualcos’altro, per esempio nel mondo fitness a cui mi sono appassionato molto, ma alla fine sono tornato nel poker.

Il grafico di Rocco Palumbo pubblicato sulla sua pagina Facebook

La cosa più importante direi è che non avevo più la spinta di giocare tornei, sia per il formato in sé ma soprattutto per lo stile di vita che ne consegue. In questi anni la mia vita è molto cambiata, e non ho più la possibilità di fare la vita da notturno. Me ne sono reso conto facendo la vita normale, allenandomi ogni mattina e iniziando ad apprezzare una sveglia presto e una vita regolata.

Mi è stato subito chiaro che l’unico modo per conciliare poker e vita regolata era il cash game, e allora mi sono gettato in questa disciplina. Con non poche difficoltà.

Lo studio nel poker

La prossima domanda era proprio questa: ti sei applicato nello studio? Se sì come? Qual è la cosa più importante che hai imparato in questi ultimi anni e che possiamo consigliare al pubblico?

Rocco Palumbo: Ho ricominciato a giochicchiare nel 2018-2019… ed è andata male. Ho fatto proprio due spicci e giocando livelli relativamente bassi. Il punto di non ritorno è stato durante il lockdown dove tutti facevano i miliardi e io ho fatto veramente poco.

Questo mi ha dato lo spunto per capire che c’era da lavorare e ho cominciato a studiare attivamente il gioco. Il 2020 è stato l’anno di sblocco, ho studiato tanto ma anche arrancato un po’ perché il mio problema è sempre stato nell’applicazione nello studio.

All’inizio ho seguito dei corsi, anche molto basici, sulla teoria del gioco, su come devono essere fatte le cose (insomma, GTO), e da lì piano piano mi sono mosso sul modificare la GTO in base a chi hai davanti. Il più classico degli Exploit. Questa è una cosa che in MTT ho sempre fatto un po’ “a braccio”, mentre ora lo sto facendo con i solver che ti permettono di farlo in maniera analitica.

Faccio tanta review e tanto lavoro con i solver, senza nulla di particolarmente incredibile. Salvo le mani e faccio delle simulazioni in vari sistemi per crearmi una strategia applicabile con costanza, tutto mirato ovviamente a semplificazione, perché replicare quello che fa il server è ovviamente impossibile.

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Cosa riserva il futuro a RoccoGE?

In ottica futura, nel breve termine dici di non avere interesse nei live. Raccontaci allora i tuoi plan pokeristici in generale, inclusi sogni e obiettivi

RoccoGE: “In ottica futura, non è che io non abbia interesse nel live. Mi piacerebbe tornare a giocare un po’ dal vivo, ma allo stesso tempo mi piace troppo la mia routine. Per esempio volevo andare a Montecarlo per l’EPT appena finito, però ho un periodo un po’ stressante per cose extra poker.

Non sono cose particolarmente assurde, però nella vita del Rocco moderno sono abbastanza per non volermi far aggiungere stress, quindi sarà molto difficile che io nell’immediato futuro torni a giocare in live.

Ora sto passando un periodo un po’ così ai tavoli, ma l’obiettivo è riuscire a rimuovere il NL500. Che poi è un livello ottimo in cui si fanno comunque buoni soldi – buona parte del grafico che hai visto è al 500 – ma diciamo che da average 600 vorrei spostarlo verso il 750-1.000. Fondamentalmente, il modo più semplice per aumentare i guadagni è mantenere più o meno la stessa winrate e salire di livello.

Triple Crown? Magari, ma i trofei non mi interessano

Sei noto in primis per il tuo braccialetto, ma anche perché sei l’unico giocatore italiano ad aver vinto WSOP e WPT. Ti interessa chiudere la triple crown con l’EPT o non è una tua priorità?

Rocco Palumbo: “In questo momento il mio obiettivo è stare tranquillo e rilassato, e questo non si confà né con il live né con la triple crown.

In generale non sono mai stato un grande amante dei trofei, cosa che ha mosso anche alcune critiche.

Ho sempre considerato i tornei come un evento a sé, nel 90% dei tornei devi dare per scontato che busterai.

Rocco Palumbo

Per spiegarmi, mi sono sempre sentito molto fortunato a vincere i titoli che ho vinto, ma i tornei no, perché avendone giocati così tanti nella mia vita, vincerne alcuni è normale. Proprio WSOP e WPT, quello è più un colpo di fortuna.

Rocco Palumbo quando vinse il braccialetto WSOP

Quindi sì, mi piacerebbe chiudere la triple crown, ma considerando quanti ne gioco adesso… non escludo che tra un paio d’anni torni a giocare live in pianta stabile e gli EPT saranno il primo step visto che sono belle manifestazioni e durano 10 giorni (non 50 come a Vegas), però giocando 5 MTT all’anno è un po’ un’utopia dire che mi interessa.”

Copertina: Image credits Stefano Atzei

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