Il segreto di Stephen Chidwick? Se lo sapessi, leggeresti il mio nome nella top 10 All Time Money List. Tutto quello che posso fare, per voi lettori di Grinderlab, è raccogliere più tessere del puzzle possibili e presentarvele, sperando che ne facciate tesoro.
Questa volta si passa al mindset, all’equilibrio tra brutale razionalità e libertà di pensiero, ma soprattutto al freno inibitore che Chidwick ha rimosso e ringrazia di averlo fatto.
In un estratto del podcast di Jared Alderman Coaching di cui Stephen era ospite, emerge il – per molti controintuitivo – “level up” ottenuto concentrandosi su fattori non teorici, e in conclusione il segreto per migliorare si è rivelato liberarsi della paura di sbagliare.
| Room | Bonus | Visita |
|---|---|---|
| Fino a 2.000€ di REAL BONUS | ||
| fino a 3.500 € | ||
| fino a 1.000 € |
Teoria e fattore mentale: un equilibrio
Quando Jared chiede a Stephen se il suo lavoro interiore lo avesse aiutato a performare meglio ai tavoli, nota una risposta un po’ dubbia e decide di approfondire. L’inglese risponde:
Sì mi ha aiutato, ma penso che, dato che il cap di abilità nel poker è così alto, e dato che puoi sempre affrontare le cose da lati opposti, molto del mio successo deriva da come ho gestito il focus.
Nel senso: puoi concentrarti su punti di forza o sulle debolezze, no? La maggior parte delle persone tende naturalmente a migliorare in ciò in cui è già brava.
E così è stato più o meno il mio approccio per gran parte della mia carriera: spingere molto sul lato tecnico, GTO e tutto quel mondo. Ma sicuramente affrontare le cose dall’altro lato, migliorando aspetti che aiutano l’intuizione e la performance, mi ha aiutato.
Non c’è qualcosa che ha cambiato di botto tutto quanto, ma piccoli miglioramenti graduali in entrambe le direzioni.
Il coach conferma
Jared racconta la sua storia, diametralmente opposta: da cash gamer live, ha iniziato focalizzandosi sulla lettura psicologica, l’aspetto pratico e umano del gioco, e una volta approdato online ha iniziato a investire nelle competenze tecniche.
Una volta capito di poter fare ciò che voleva, ha deciso di tornare a lavorare sui suoi punti di forza, quelli che riguardavano le sfumature delle situazioni. Ma sono andati di pari passo con una competenza tecnica che gli ha anche permesso di percepire meglio tali sfumature.
| Room | Bonus | Visita |
|---|---|---|
| Fino a 2.000€ di REAL BONUS | ||
| 1.000 Free Spin + 7.000€ di Bonus SPID | ||
| fino a 1.000 € |
Rimuovere i blocchi
Successivamente chiede a Chidwick: “Mentre diventavi più emotivamente regolato, più presente e compassionevole con te stesso, hai notato che il tuo gioco è diventato più dinamico? Ti senti più a tuo agio a prenderti dei rischi, navigare territori meno chiaramente corretti?”
Sì, assolutamente. Tanto risiede nel fatto di essere più a mio agio nel fare errori e sapere che non passerò il resto della giornata a massacrarmi per questo. Perché quando questa cosa era più forte, ero molto meno disposto a prendermi dei rischi.
E non parlo di “rischi” nel senso di fare grosse bet al river, o enormi bluff. Il rischio, nella mia mente, non era tanto fare la giocata aggressiva: era non fare la cosa che, secondo me, “avrei dovuto” fare.
Perché quello minacciava la mia immagine di me stesso come buon giocatore di poker.
Quindi, da quando sono diventato più compassionevole con me stesso, e mi sono permesso di sbagliare vedendo gli errori in modo diverso, sento decisamente più libertà.
Sono più disposto a fare qualcosa che penso possa funzionare, o che addirittura so non essere la scelta teoricamente corretta, solo perché in quel momento mi sembra giusta.
E non ho più bisogno della certezza che prima mi serviva per premere il grilletto su una giocata del genere.
Sono più a mio agio con l’incertezza del non sapere se fosse davvero il giocatore giusto o la scelta giusta, sapendo però che in fondo non importa così tanto.
E so che non mi tormenterò per il resto della giornata.Quindi la posta in gioco, psicologicamente, è un po’ più bassa.
Questa, spiega Alderman, si chiama “evitamento esperienziale”: psicologicamente vediamo delle aree pericolose che il corpo cerca automaticamente di farti evitare.
Prendersi cura di se stessi, essere gentili con se stessi, ti dona la libertà di muoverti come preferisci. E sarai più libero psicologicamente di prendere la decisione che ritieni migliore, invece di pensare: “Quello non posso farlo, perché se sbaglio sarebbe un’esperienza troppo pericolosa da vivere”.






