La teoria del poker ha fatto progressi enormi da quando ci si limitava a “tight is right” e small ball: l’arrivo della GTO ha rovesciato il modo in cui i pokeristi imparano, ma qualcosa del passato rimane molto utile e importante ancora oggi.
Almeno, questo è quello che si evince dalle parole di Alex Foxen, riportate da Chip Leader Coaching su YouTube, che ricorda al mondo l’importanza di saper lasciare andare. Meno scontata di quanto sembri.
| Room | Bonus | Visita |
|---|---|---|
| Fino a 2.000€ di REAL BONUS | ||
| 1.000 Free Spin + 7.000€ di Bonus SPID | ||
| Rakeback giornaliera dal 45% |
Folding is a weapon
“Quando facciamo grandi fold più e più volte, in genere lo facciamo perché siamo in grado di prendere queste decisioni +EV in cui magari la teoria o altre persone perderebbero più soldi.
E questo è il tipo di mentalità del “folding is a weapon”, che può essere molto utile con questo tipo di riflessioni.
Ed è una cosa con cui ho sempre fatto una enorme fatica: riuscire davvero a vedere lo schema in termini di EV, e che foldare non significa perdere.”
Foxen con queste parole prima di tutto implica che fare grandi fold è meno spettacolare ma altrettanto utile che fare grandi call, ma soprattutto che è una delle grandi differenze tra i migliori al mondo e la maggior parte dei giocatori.
Foldare è un’arma, e spesso è difficile da comprendere perché subconsciamente viene associato alla sconfitta: noi ci arrendiamo, l’avversario vince.
Ma il poker non è così, e, riportando le sue esatte parole, dobbiamo vedere lo schema in termini di EV. Anche il fold ha un valore atteso, che quando è maggiore delle altre opzioni deve essere la nostra scelta.
Quindi, impariamo a capire l’EV non solo del fold, ma di tutte le possibilità. Difficile? Sì, ma that’s poker.
| Room | Bonus | Visita |
|---|---|---|
| 300% fino a 1.200€ | ||
| fino a 1.111€ | ||
| 100% fino a 500€ |
Il ruolo del giocatore dopo il solver
“Ed è per questo che penso che la teoria sia una prospettiva così limitante: perché se distribuisci una mano e Pio Solver sta giocando in ogni seat, potremmo sostanzialmente — a parte il fattore di randomizzazione delle diverse decisioni — calcolare direttamente e con precisione, da una prospettiva di EV, come ogni mano abbia, in base alla distribuzione delle carte o al mescolamento del mazzo, un EV predeterminato per ogni seat.
E il nostro compito, come giocatori, è manipolare quell’EV a nostro favore.
Quindi: vincere di più quando abbiamo la mano migliore, perdere di meno quando abbiamo la mano peggiore, e fare del nostro meglio per massimizzare entrambi i lati di questa equazione.”
Come fare? Qui arriva la parte difficile. Le sfumature del poker sono infinite, ogni situazione è unica e irripetibile. Solo con lo studio e l’esperienza possiamo raffinare il nostro gioco per avvicinarci sempre di più alla perfezione.






