Lo scorso luglio Stephen Chidwick è approdato sui social con un lungo post in cui dichiarava di aver sofferto a lungo di disturbo bipolare.
Il pokerista inglese, che attualmente occupa il secondo posto della All Time Money List con 76 milioni vinti, a quattro milioni di distanza da Bryn Kenney, evidentemente ci ha preso gusto.
I giorni scorsi Chidwick si è prestato a un ‘Ask Me Anything’ (chiedimi tutto quello che vuoi, ndr) in cui ha risposto di buon grado alle domande provenienti dai suoi follower, a iniziare da quella sul suo reale profit al netto delle spese.
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Profit e poker come mental game
Quanto è il profit dei 76 milioni che hai vinto in tornei?
Non ho i numeri esatti della parte iniziale della mia carriera, ma credo da qualche parte in un range che va da cinque a dieci milioni.
Quanto sono diventati più difficili i tornei di poker negli ultimi anni per i professionisti? Sembra che l’edge diminuisca di anno in anno in modo inversamente proporzionale alla facilità di accesso ai solver.
Sì, sono sempre più tosti, ma è sfidante e divertente doverli affrontare. Ci sono ancora tante sfaccettature del gioco che i tool di studio e analisi non riescono a catturare.
Pensi che il successo finanziario nel poker e la salute dell’ecosistema richiedano intrinsecamente la partecipazione di giocatori più deboli, degenerati o gamblers? In caso di risposta affermativa, il poker potrà mai abbandonare la sua immagine di gioco d’azzardo da casinò e ottenere lo stesso rispetto degli scacchi o di altri giochi e sport?
Penso che il poker possa essere, e lo sia sempre di più, visto come uno sport mentale. In India esiste una organizzazione che organizza una competizione annuale a squadre completamente gratuita, in cui i qualificati vengono reclutati in squadre e competono in diversi formati, ottenendo decine di milioni di visualizzazioni. Anche eventi come Game of Gold attraggono un pubblico più vasto. Da quello che ho capito, il poker viene utilizzato sempre di più dalle aziende come strumento educativo per il pensiero critico, la teoria dei giochi, la gestione di informazioni imperfette e così via. Sì, mi piacerebbe che questa tendenza continuasse. Anche se non vedo l’aspetto degenerato scomparire nel prossimo futuro, secondo me questo può essere separato dal resto in misura maggiore o minore.
I tour preferiti e la mano memorabile (contro Doyle!)
Quali tour di poker preferisci giocare e perché? Quanto è diversa l’esperienza di gioco tra EPT, Triton, WSOP, PGT, ecc, sia per i tornei high roller che per i non high-roller?
I Triton sono un’esperienza fantastica, con gli stake e i premi più alti, sono organizzati benissimo e conosco e mi piace stare con quasi tutti quelli che ci giocano. Anche giocare gli eventi PokerGO all’ARIA è molto comodo, molto divertente e ben organizzato, ma non è all’altezza dei Triton. Lo stesso vale per gli EPT. Gli eventi WSOP sono di gran lunga i peggiori, ma sono anche i più soft.
Qual è la mano più memorabile che hai giocato nella tua carriera?
Alla mia prima edizione WSOP, 16 anni fa, stavo giocando il $10.000 NL Single Draw con Doyle Brunson. Ho giocato un piatto con lui in cui ho tribettato da big blind sulla sua apertura da late position e sono rimasto con un jack basso – una mano piuttosto debole. Lui ha cambiato una carta, io ho checkato e lui ha piazzato una grossa puntata. Sono andato in check-raise all-in per poco di più della sua puntata in bluff, e lui ha brontolato tra sé e sé per un po’ prima di foldare. Ho mostrato il jack e lui ha detto: “Hai capito il mio numero, ragazzo”. Pensavo di essere una bomba.
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L’avversario che non vuole a destra e gli obiettivi
Che opinioni hai sulle partite cash game ai tuoi abituali stake? I tornei sono più percorribili? In che percentuale giochi i mixed game rispetto a NLHE e PLO?
La maggior parte delle partite cash game high stakes sono private ​​e non ho alcun interesse a farmi coinvolgere. In ogni caso, mi piacciono di più i tornei. Gioco quasi solamente NLHE e PLO. Al più qualche torneo Short Deck qua e là , e un paio di eventi mixed durante le WSOP se ne ho voglia, ma le strutture sono lente nei mixed e veloci negli eventi di NLHE e PLO, quindi è difficile giocarli senza dover saltare tornei più importanti che so effettivamente giocare.
Quando ti siedi al tavolo, chi ti viene in mente per primo che non vorresti vedere alla tua immediata destra?
Probabilmente Ike [Isaac Haxton].
Quali sono i tuoi obiettivi per il 2026?
Più che obiettivi per l’anno specifico, ho obiettivi in generale. Per iniziare, vorrei abbandonare quelle false convinzioni od opinioni limitanti su me stesso e sugli altri. Poi vorrei incarnare i miei valori più alti in tutto ciò che faccio, e ispirare gli altri a fare cambiamenti positivi nelle loro vite. Poi vorrei imparare di continuo e coltivare la mente del principiante. Infine, ma non ha nulla a che vedere con il poker, vorrei approfondire la mia connessione con il divino.






