Questa settimana il Sunday High Roller di PokerStars / Sisal ha visto arrivare al testa a testa per il titolo Angelo ‘MellowYell0w’ Marrone e Mikel ‘VVsMolly’ Calò.
I due regular hanno poi splittato il montepremi con un deal e dai conseguenti all-in al buio è uscito vincitore il ventiseienne cilentano, che ha così messo in bacheca per la prima volta il major domenicale.
Dei tornei più importanti del poker online italiano, oggi ‘MellowYell0w’ ha una unica lacuna che è rappresentata dal Sunday Special. Ma avrà tempo per pensarci: adesso per Angelo è il momento di festeggiare il titolo al Sunday High Roller. Ecco il suo racconto.
Le abitudini con il Sunday High Roller
Angelo spiega di avere abitudini tutte sue con il Sunday High Roller di PokerStars
E’ un torneo che tratto con i guanti perché sono molto oculato sullo spending e sullo schedule, penso che a poker siano aspetti fondamentali a parte chiaramente la skill, la run e via dicendo che influenza il profitto annuale.
Quindi sui major punto it da 250€ di buy-in o con field ristretto tendo a fare le mie dovute valutazioni. Tendenzialmente il 250 domenicale è un torneo che probabilmente all’anno giocherò, escluso le Series, boh, quaranta volte, quindi un campione di quaranta games sarà molto influenzato dalla varianza e per questo non lo gioco tutte le domeniche. Valuto bene la lobby e decido appunto se reggarlo, tendenzialmente sempre in tardiva anche se non a max late reg, per entrare con 40x o 30x, una roba del genere, per diversi motivi.
Anche questa domenica ero un po’ indeciso, lo metto, non lo metto, guardo bene e mmi do l’ok. Non era bellissimo ma mi sono schierato.
In bolla da short
Entrato a giocare in late reg il Sunday High Roller, quando il torneo è arrivato alla bolla premi Angelo si è trovato aggrappato a uno stack di pochi bb.
Chiaramente a parte i soliti spot up and down e via dicendo, cooler a favore cooler a sfavore, spot giocato bene spot giocato male, si arriva in bolla e aventotto o ventinove left io sono short con dieci big blind. Chiaramente lì mi sono messo a foldare, cioè non potevo far altro che appunto sciacallare l’in the money anche perché mani per brokare o comunque raddoppiare non ne ho avute.
Raggiungo la zona premi con cinque bui e da lì inizio a doubleuppare, subito dopo la bolla gioco 5x e riesco a raddoppiare A2>AQ su board su 4-5-x seguito da un 3 turn che mi dà il nuts e mi fa salire a 12x. La mano dopo AK vs AQ, vado io e arrivo sulla soglia dei 30x praticamente.
Poi 20-22 left il field è abbastanza reggoso, sono rimasti giusto tre o quattro player ricreativi, non di più e con 35x decido di shovare sulla apertura di hijack A5s, lui decide di farsi sto bagno e chiamare 28x effettivo con KQo, la mia mano regge e salgo a 55x nel count.
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Il tavolo finale
Da quel momento la strada per il tavolo finale è diventata in discesa. A nove left Angelo si è presentato con uno stack medio ma il redraw non gli è stato amico
All’inizio del tavolo finale mi sono trovato con uno stack medio in una situazione veramente pessima perché praticamente i due deepstack erano alla mia sinistra.
La fase nove left fase è durata veramente infinito, penso più di un’ora ora e mezza con average 40x. Io avevo un risk premium elevatissimo, ero in una situazione scomoda e ci sono rimasto per un botto di tempo, finché non ho sbagliato uno spot in cui ho call/muckato JJ su Q6xx6 contro big blind, uno spot penso abbastanza standard da rivedere.
Ma non penso di aver espresso un ottimo gioco, un po’ per stanchezza, un po’ per varianza, un po’ per errori miei: non credo di essermi espresso al meglio. Ad ogni modo mucko sto spot, poi perdo un tribettato, poi foldo su check-raise di Molly e mi ritrovo short, quinto di cinque left.
Fold fold fold e poi inizio a rushare, un colpo segue l’altro, sono tutti cooler sempre dalla parte giusta. Chiaramente i tornei non si vincono a colpi di sfortuna. Prima giro gli assi in blind war dopo che oppo ha shovato legit, poi vinco con QTo un altro all-in, tutto diciamo abbastanza dettato dalla varianza, senza nulla di particolare da segnalare.
La stanchezza
Nella strada per la vittoria del torneo Angelo si è trovato a dover lottare non solo contro gli avversari e la varianza, ma anche contro la stanchezza.
Verso le cinque, cinque e mezza ero veramente cotto. Mi sono accorto di alcune gestioni totalmente sbagliate da parte mia, o comunque in disaccordo rispetto a quello che farei ora. In particolare avrei gestito diversamente alcune blind war. Mi è capitato più di una volta di arrivare post flop, guardare il pot e pensare ‘mmm questa combo l’ho limpata preflop ma andava raisata’, e viceversa. Quindi in quel momento ho capito di non essere focused.
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Deal mancato, deal accordato
Anche per la constatazione di non riuscire a esprimere il suo A-Game, Angelo ha acconsentito a cercare un deal tre left.
Io sono 50x, Molly 29x e il futuro terzo giocava con 39x. Guardiamo le cifre ICM e sinceramente ho pensato che non rispettassero il mio edge e il mio atteso in quella situazione di gioco. Con quello stack mi sembrava un po’ uno scam prendere quanto il secondo posto avendo il doppio in chips del terzo, quindi ho detto vabbè, giochiamo. Poi il terzo si è shortato finché non l’ho coolerato con coppia di donne contro il suo KΧ10Χ.
Arrivato al testa a testa conclusivo con lo stack grosso modo pari a quello dell’avversario-collega che stima, a quel punto chiudere il deal è stata poco più di una formalità .
All’heads-up arriviamo pari stack e giochiamo uno o due spot, ma veramente erano le sei e mezza di mattina ed entrambi eravamo cotti. Penso che con Mikel ci sia una stima reciproca, perciò appena ho messo la spunta sulla casella del deal è arrivata subito la conferma, si sono aperte le quote, abbiamo deallato alla pari e subito dopo eravamo ai resti ATC.
Alla fine dei conti è stato un torneo come tutti, quando il rischio si fa sentire si folda per aspettare lo spot giusto, giocando in modo abbastanza oculato. Non penso di aver sbrodolato troppo ma sicuramente ci saranno tanti spot da rivedere.






