L’ultimo Sunday High Roller di PokerStars/Sisal è andato nelle mani di “ANSU-FATI96”, nick con cui Antonio Zola si presenta ai tavoli di poker online.
Abbiamo contattato il grinder di Oliena per complimentarci e farci raccontare un po’ il torneo e gli ultimi sviluppi della carriera, ultimamente in un buon crescendo.
Lasciamo direttamente il microfono a lui!
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La vittoria al Sunday High Roller di ANSU-FATI96
Ciao Antonio e benvenuto su Grinderlab! Secondo SharkScope questo Sunday High Roller è uno dei tuoi migliori successi. Come è andato?
È andato molto bene, anche perché sono entrato nel torneo vincendo un satellite, e onestamente non penso ci sia modo migliore per portarsi a casa un risultato del genere.
Sicuramente è uno dei successi più importanti e soddisfacenti del mio percorso fino a oggi, soprattutto considerando che parliamo del €250 della domenica, un torneo dove i giocatori occasionali sono pochi e il field è mediamente molto competitivo.
Ovviamente un risultato così porta grande felicità, ma quello che per me conta di più è sapere che non nasce solo da una bella domenica o da una serata fortunata. Dietro c’è un percorso fatto di volume, errori, aggiustamenti e crescita costante.
La mano contro Giuseppe Dedoni
C’è stata qualche mano interessante da raccontare?
Sì, la mano più interessante da raccontare è sicuramente uno spot giocato poco prima della chiusura del Day 1 contro un mio caro amico, Giuseppe Dedoni, aka “D4MM1L3CH1P5”.
La mano parte da un open a 2x da UTG, lui 3-betta a 5.5x dal CO e io trovo AΧAΧ da big blind con circa 72 blind effettivi. Scelgo di 4-bettare a 13.5x, lui risponde con una 5-bet a 22x e a quel punto decido di flat callare.
Il flop scende K♦J♠9♣. Checko e lui betta circa un quarto pot: decido di callare;
Il turn è un 3♦, checko ancora e lui prosegue con una size intorno a un quarto pot ancora, noi calliamo;
Il river è un 4♥, una carta che sostanzialmente non cambia nulla. Checko per la terza volta e lui va all-in.
In quel momento ho tankato parecchio, ma alla fine ho trovato il fold con la coppia di assi.
È stata una mano molto pesante sia a livello tecnico che mentale, perché in spot del genere non è mai semplice mettere via una mano così forte. Però credo sia stata una delle decisioni più significative del torneo, perché in certi momenti la differenza non la fa solo la teoria, ma anche la capacità di restarelucido.
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Un grafico in crescita da oltre 100k
Da qualche mese hai sfondato la soglia dei 100k, è una cosa che ha qualche valore per te?
Sì, ha valore, anche se cerco di non viverla solo come una cifra.
Superare una soglia del genere è comunque un segnale importante, perché ti fa capire che il lavoro fatto nel tempo sta lasciando qualcosa di concreto.
Allo stesso tempo, nel poker so bene che i numeri vanno sempre letti con equilibrio: fanno piacere, danno fiducia, ma non devono diventare un punto d’arrivo o un’illusione.
Per me conta soprattutto il percorso che c’è dietro, perché è quello che poi ti permette di restare competitivo anche nel lungo periodo.
Vedo il tuo grafico piatto per più di un anno, e poi d’improvviso l’impennata. Hai cambiato qualcosa, o è pura run?
La run nel poker esiste e sarebbe sbagliato negarlo, quindi sicuramente una componente di varianza positiva c’è stata.
Detto questo, penso che ridurre tutto alla run sarebbe una lettura troppo superficiale.
Dietro a quel periodo apparentemente piatto c’è anche un anno e mezzo piuttosto complicato a livello personale, in cui nella mia vita fuori dal poker sono successe diverse cose che inevitabilmente mi hanno tolto molto focus.
E in un gioco come questo, dove lucidità, energia mentale e continuità fanno tantissimo, è inevitabile che certi momenti si riflettano anche sui risultati.
Negli ultimi mesi ho ritrovato più equilibrio e più presenza mentale, e questo mi ha permesso di tornare a lavorare meglio su tanti aspetti del mio gioco: disciplina, approccio, pazienza e qualità delle decisioni.
Magari da fuori si nota solo l’impennata finale, ma spesso prima dei risultati c’è una fase lunga in cui stai semplicemente ricostruendo.
Per questo la vivo più come la conseguenza naturale di un processo che come una semplice fase di run positiva.
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Chi è Antonio Zola il poker player oggi
Come ti descriveresti come giocatore oggi? Giochi solo MTT? Studi molto o preferisci giocare tanto? A che punto del tuo cammino sei, e dove vuoi arrivare?
Oggi mi descriverei come un giocatore ancora in evoluzione, ma molto più consapevole rispetto a qualche tempo fa.
Il mio focus principale sono gli MTT, che restano il formato in cui mi riconosco di più per dinamiche, mentalità e tipo di sfida. Gioco principalmente online su PokerStars e iPoker.it, mentre dal vivo mi capita anche di giocare cash game live, che considero comunque un’esperienza utile e formativa sotto tanti aspetti.
Credo che confrontarsi con contesti diversi aiuti a crescere come giocatore, perché ogni formato ti costringe a sviluppare sensibilità e adattamenti differenti.
Sul lavoro quotidiano cerco di trovare un equilibrio tra giocare tanto e migliorare tanto. Nel poker, secondo me, non basta accumulare volume se non c’è anche un lavoro serio dietro, ma allo stesso tempo lo studio ha valore solo se poi riesci davvero a trasferirlo al tavolo.
Mi considero ancora in una fase di costruzione importante, quindi non mi sento affatto arrivato. L’obiettivo è continuare a crescere, alzare progressivamente il livello e costruirmi una dimensione sempre più solida e competitiva nel tempo.
A proposito di live, non ho trovato molte info al riguardo. Ti stai appena approcciando? È una cosa che ti interesserà?
Gioco anche dal vivo, anche se finora il mio percorso è stato molto più concentrato sull’online.
Mi capita di giocare cash game live, e ho fatto diversi MTT live, anche se senza grandi risultati fino ad ora.
È comunque una dimensione che mi interessa molto, perché il live ha un fascino e delle dinamiche completamente diverse rispetto all’online: ti mette alla prova sulle letture, sulla gestione dei tempi, sulla presenza mentale e sull’adattamento in modo differente.
Credo sia una parte del percorso che nel tempo può darmi tanto, e sicuramente è una strada che mi piacerebbe esplorare con maggiore continuità.
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