I danni dei bias cognitivi nel poker – Effetto ancoraggio e l’euristica della disponibilità

da | Lug 16, 2022

greg raymer bias cognitivi poker

Dopo avervi parlato del self-serving bias e della Maledizione della Conoscenza, Greg Raymer torna ad affrontare il discorso bias cognitivi su cardplayer.com, parlando questa volta di effetto ancoraggio e l’euristica della disponibilità.

 

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L’effetto ancoraggio è la nostra tendenza a basarci troppo sul primo pezzo di informazione che ci viene in mente o che si presenta quando dobbiamo prendere una decisione.

L’euristica della disponibilità è simile, riguarda un’esagerata enfatizzazione dei primi esempi che vengono in mente quando traiamo un giudizio.

Quando qualcuno prende una decisione, ha sempre una ragione. E di frequente anche sensata. La domanda non è “Hanno una buona ragione?” ma “Hanno sistematicamente valutato tutte le informazioni prima di prendere la decisione definitiva?” 

Troppo spesso andiamo con la prima ragione che ci viene in mente e la decisione che supporta. Quante volte abbiamo visto un giocatore bluffare al river sapendo che era un bluff senza speranza? Quando trovano il call e perdono, spesso li senti dire “Beh, bluffare era l’unico modo per vincere”. Ogni volta che l’ho sentito era corretto. Ogni volta la loro mano era così debole che non avevano speranze allo showdown.

Però il fatto che la loro frase fosse vera non significa che dovevano tentare un bluff. Avevano una buona ragione per farlo, ma è quasi irrilevante quando devi decidere se bluffare.

 

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Quando tenti un bluff non puoi pensare solo se puoi vincere checkando, ma considerare quante chips rischi, quante ne potresti vincere e quanto spesso il tuo avversario potrebbe foldare.

Anche se gioco il board è sciocco bluffare se l’avversario chiamerà quasi sempre. Anche se il bluff è la mia unica chance di vincere, è anche l’unica chance di perdere più chips in questa mano.

Trovi errori simili in ogni sfaccettatura del poker. Per esempio sei al river, punti con scala second nut e trovi un raise. Pensi “L’unica mano che batte il mio A-4 è un 6-4, ma oppo è troppo tight per giocarla, quindi rilancerò.” 

È un’argomentazione valida, ma se l’avversario è troppo tight per giocare 6-4, non lo è anche per rilanciare al river senza il nuts? Qualcosa non torna e devi approfondire.

Se dopo aver considerato tutto il suo range è 6-4 o bluff, allora re-raisare è un errore. Se ha 6-4 il tuo re-raise ti costerà caro, se bluffa folderà e vincerai la stessa cifra.

 

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C’è sempre qualcosa in più da considerare. Se ti limiti alla prima cosa che ti viene in mente, non riuscirai mai a giocare bene.

Se generalizzi un avversario, otterrai troppe conclusioni sbagliate su come gioca. Devi scavare a fondo nei dettagli di ogni mano e paragonarli a tutti quelli ottenuti nelle mani precedenti.

Il trucco non è guardare il primo pensiero o aggiungerne un secondo. È considerare ogni possibilità, senza prendere troppo tempo per fare ogni scelta.

Considerare tutto risulterà in una paralisi da analisi. La skill è superare il primo pensiero, ma non addentrarsi troppo da sprecare tempo. Quando diventerai forte in questo, sarai sulla via giusta per diventare un gran giocatore.


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