Brad Owen sull’orlo del burnout: lo sfogo su X sparato a zero

da | Mar 9, 2026

brad owen

Il pro poker player Brad Owen è reduce dal suo peggior anno ai tavoli, e ha pubblicato un lungo post su X per sfogarsi mentre si trova sull’orlo del burnout.

Ne ha approfittato anche per togliersi qualche sassolino dalla scarpa e valutare vari aspetti del nostro ecosistema, ma il focus a cui vogliamo puntare è la reazione emotiva che può colpire chiunque. Un’esperienza interiore che è bene conoscere per riconoscere, prevenire e navigarne fuori.

“Il poker è il modo più difficile di fare una vita facile”, dicevano. E questa difficoltà viene fuori perfettamente dalle parole e dai toni usati da Owen, giocatore che in carriera ha accumulato vincite per oltre un milione, prova molta riconoscenza per ciò che il poker gli ha dato… ma nel momento difficile, fatica ad apprezzare tutto ciò. 

 

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Ho solo bisogno di sfogarmi un po’, altrimenti sento che potrei completamente perdere ciò che mi piace di me stesso.

Sono in attivo di circa un milione nella mia vita nel poker, ma non è molto nel corso di oltre 20 anni. Sono sotto di $400k dall’apice, prima che iniziassero le WSOP 2024. Ho avuto solo un’annata perdente (l’anno scorso), ma sono già sotto di $100k questo anno, e mi sento come se stessi perdendo la mia identità e un fallimento, se non riuscissi a girare le cose a mio favore presto.

Brad prosegue spiegando le basi: “ho fatto quasi tutto nel poker, tranne vincere un titolo major”, e di conseguenza è passato ai mixed game per migliorare e giocare con i migliori nei tornei small field e large buy-in.

E qui è da dove proviene la maggior parte di quelle perdite da 400k. Owen riconosce che non sono nemmeno così tanti buy-in visti gli stake, ma che sente la necessità di uno sfogo.

Posso sempre tornare al cash dove le vincite sono più facili e costanti, ma amo mettermi alla prova e non voglio arrendermi, anche se sarebbe sicuramente più semplice per me e il mio benessere mentale.

Il post va avanti con la spiegazione dei veri timori: Brad dice di mettersi un’enorme pressione nell’essere il miglior padre, marito, giocatore di poker, content creator eccetera, e che sia difficile prendersi una pausa anche breve, con il timore di non riuscire a rientrare, poi, nei binari. 

Non ci sono molte persone che possono capire cosa sto passando, forse due o tre di cui uno a cui il WPT si è associato – a mio avviso facendo un enorme errore. Questo mi fa sentire molto isolato e generalmente non mi diverto più così tanto nel poker.

Non so quanto tempo mi rimanga in questo spazio prima di cadere troppo nella spirale del burn out.

Per chiudere il paragrafo racconta che la sua felicità deriva dal passare tempo con la sua famiglia, ma non riesce a essere presente quanto vorrebbe. Inoltre anche la sua salute si sta deteriorando e non riesce a tenere i ritmi degli ultimi anni.

 

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Owen sottolinea di non aver perso di vista gli aspetti positivi:

Sono incredibilmente fortunato in questa situazione. Amo essere parte del team WPT [anche se nopn supporta tutte le decisioni] e posso perdere i $10k senza che la mia vita ne risenta. Sto vivendo il sogno, e il me stesso di 15 anni non crederebbe mai che ce l’ho fatta nel mondo del poker. Sono nello stesso cazzo di team di Ivey!!!

Ma eccola, subdola, la sindrome dell’impostore:

Di solito sono molto grato, qualche giorno vorrei solo distruggere tutto quello che ho costruito perché mi sento un impostore e di non meritare nulla.

Nulla di ciò che faccio è così difficile o importante, e se iniziassi a fare vlog nel clima corrente, probabilmente finirei perso nel mucchio e non avrei successo.

A questo riguardo, Brad spara una frecciatina:

Odio gli shorts, odio i voiceover con l’intelligenza artificiale. Odio che molti promuovano il gioco in un modo che non penso sia salutare per la gente più giovane.

L’approccio è che i content creator cercano di fare le cose eccitanti e non le cose più responsabili. Sto contribuendo a questo, ora, ed è facile per me giustificarmi quando sbrodolo in un certo spot sperando di fare un video interessante.

 

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E non si esime da fare nomi e cognomi:

Mi fa male vedere giocatori di massimo livello come Jeremy Ausmus, Seth Davies, e in un certo margine anche Chidwick fare contenuti sui social. Quasi tutto il content è obiettivamente buono per il poker, ma i vlog erano qualcosa che i top player snobbavano.

Ora invece sono sempre con cavalletti e camere al tavolo, perché le major non offrono più ruoli di ambassador ai migliori giocatori. [Pienamente confermato, diremmo, dalla PS Live League!]

Io beneficio di questo al 100%, ho una fortuna rara quanto vincere la lotteria ed essere colpito da un fulmine nello stesso momento. Ma mi manca com’era ai bei tempi, e vorrei vedere un po’ più di opportunità per chi ce la fa davvero.

Inoltre odio che Kalshi sponsorizzi gli streaming del The Lodge. Ma sono ottimista che tutto tornerà nella barca giusta.

C’è anche qualcosa di cui andare fiero, e Brad se lo riconosce:

Una delle poche cose di cui vado orgoglioso è stato declinare un’opportunità di promuovere i giochi d’azzardo side che offre Gold, che mi avrebbero fatto fare molti più soldi. Se non l’avessi fatto mi sarei sentito completamente venduto.

Non ho problemi a promuovere il poker, perché sono un esempio di qualcuno che ha avuto successo in quel mondo. Ma la gente che punta o scommette in giochi che non ha possibilità di vincere nel lungo termine… non posso essere parte di questo.

Prima di chiudere, Owens termina i sassolini nella scarpa dicendo che Andrew Neeme (vlogger di poker) dovrebbe entrare nella Hall Of Fame e che le WSOP dovrebbero spostare le Bahamas a gennaio e non dare più così tanti braccialetti online.

Non so come fate voi a non odiare di più queste promozioni spudorate.

So che dovrei trovare un terapeuta e probabilmente mi pentirò di questo tweet.

 

 

Image credits: Rachel Kay Miller, WSOP

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