“Mi deve sessantamila pounds!” Charlie Carrel denuncia lo scam del direttore delle British Poker Series

da | Feb 13, 2025

charlie carrel

Brutta storia di scam proveniente dal Regno Unito. A metterci la faccia pubblicamente è stato il folletto Charlie Carrel, professionista di specchiatissima integrità.

L’inglese ha accusato pubblicamente il direttore delle British Poker Series Shaun Johnston per un debito di sessantamila sterline mai appianato. Secondo Carrel, Johnston non gli ha mai fatto avere il bottino proveniente da vincite su piattaforme di gioco online non regolamentate.

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L’accusa

Carrel ha denunciato lo scam con un post social.

Con il cuore pesante devo farlo pubblicamente. Ho lavorato con Shaun Johnston delle British Poker Series. Mi aiutava a portare giocatori alle mie partite. Alla fine mi ha mentito e ora mi deve sessantamila sterline che dice di non potermi restituire. Ho anche scoperto che ha uno storico sul rubare denaro agli altri. Ha detto che lavorerà con me per restituirmi i soldi, ma non vuole confessare a chi altro ha rubato e/o a chi deve soldi, quindi sono eticamente obbligato a dirlo pubblicamente. Sconsiglio vivamente di lavorare insieme a Shaun se ciò implica doversi fidare di lui.

L’inglese ha poi aggiunto di aver avuto una alta considerazione di Johnston vista l’impeccabile organizzazione degli eventi BPS cui aveva partecipato. Ma un collega professionista gli aveva messo una pulce nell’orecchio. Indagando per conto proprio Carrel ha scoperto delle vecchie discussioni sul forum twoplustwo che denunciavano mancati pagamenti di premi vinti in tornei organizzati da Johnston.

Di solito mi prendo tutto il tempo necessario prima di denunciare qualcuno pubblicamente ma questa volta sembra il caso di farlo velocemente perché ho parlato di questa persona con grande considerazione.

 

Una situazione grigia

La situazione presenta numerose zone d’ombra. Lo stesso Carrel si dice incerto sulla reale esistenza dei giocatori che hanno perso i loro soldi. Il dubbio è che lo stesso Johnston possa aver usato più account per giocare con più identità false.

Non so se questi giocatori esistono veramente o se era sempre Shaun con account diversi che usava una VPN. Tutto ciò è molto vicino al furto.

Carrel aggiunge che all’inizio aveva fiducia che Johnston pagasse tutto data la sua posizione nella industria del poker, ma dopo tanti ritardi e scuse ha deciso di denunciare pubblicamente l’accaduto principalmente per evitare che altri giocatori, che magari non hanno un bankroll in grado di contenere simili perdite, possano ritrovarsi nella sua stessa situazione.

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La reputazione come bene primario

La denuncia di Carrel riguarda anche la sicurezza del poker online in particolare negli ambienti di gioco non soggetti a regolamentazione. L’inglese riconosce che questi giochi basati sulle app possono essere ben remunerativi, ma sottolinea l’importanza della reputazione e della ‘due diligence’ quando si ha a che fare con agenti di poker.

Tutta l’industria si basa sulla reputazione. Siate certi che la persona con cui vi interfacciate abbia una reputazione stellare. Tutti nel mondo del poker hanno avuto prima o poi un amico che gli doveva dei soldi e si sentivano ripetere ‘Oh, la prossima settimana, oh è successo questo, oh è successo quello…’ E’ la cosa che più esaurisce sulla faccia della Terra.

 

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