Come riconoscere uno spot buono da bluffare

da | Nov 28, 2024

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Il poker senza bluff non sarebbe poker. La mossa-simbolo del nostro gioco è un misto tra arte e scienza, sensibilità e calcolo. Importantissimi da saper calibrare, possiamo essere certi di averne la capacità? Approfondiamo un po’ il concetto.

Fondamentalmente, quando eseguiamo un bluff vogliamo trovarci nella situazione in cui l’avversario tenda a overfoldare. Cosa significa? Che la sua frequenza di fold in quella specifica situazione è abbastanza alta da farci fare profit automatico.

Per esempio, se puntiamo una size pari al piatto (€100) e l’avversario folda due volte su tre: due volte vinceremo €100, una volta perderemo €100, per un totale di €100 guadagnati nel lungo termine. Ovviamente qui ci riferiamo esclusivamente alla porzione di bluff del nostro range, che andrà anche bilanciata con del valore per calcoli più approfonditi.

Tornando all’argomento principale, come possiamo individuare scenari dove l’avversario possa essere incline a overfoldare rispetto allo standard? Ci sono un po’ di possibilità.

Quando abbiamo blocker di valore

Immaginiamo un board come J974K, e senza dilungarci nell’action immaginiamo che oppo abbia chiamato passivamente le nostre bet.

Una mano come AQ può essere un ottimo bluff, perché riduce le possibilità che l’avversario abbia scala con QT, colore con AX, e coppie come KQ, KJ, AJ eccetera.

Ogni board e ogni action hanno diverse possibilità di blocker. Studio e pratica possono aumentare la nostra sensibilità nell’individuarli, ma solo se iniziamo a farci caso.

Ovviamente, riducendo le possibilità di mani che chiamano del range avversario, aumenteremo il rateo di successo dei nostri bluff.

Quando abbiamo unblocker di air

Uguale al precedente, ma in senso opposto. Questa situazione si verifica principalmente su board drawy, dove l’avversario può avere un alto numero di progetti di scala e/o colore, con i quali segue fino al river, ma che non si concretizzano.

Pensiamo a un 984K2. Villain può chiamare le nostre c-bet con qualsiasi due carte di fiori, con draw come JT e 76, ma anche QJ, QT, 65, eventualmente T7, 75 eccetera.

Se la nostra mano non interagisce con questo range, lasciamo più spazio a mani scarse nel range avversario che folderanno davanti a una nostra puntata.

L’esempio specifico è un po’ al limite, perché non abbiamo bluff che hanno interesse a far foldare un 65 che dovremmo già battere in automatico, ma per esempio un bluff con 65 funzionerà meglio di uno con J7, perché lascerà nel range di villain più possibilità di JT, QJ, e draw di colore che al river passeranno.

Quando c’è un check-check

Passiamo all’action: uno scenario, per esempio, dove al flop c’è un check-cbet-call e al turn un check-check, spesso è un buono spot per bluffare al river, sia IP che OOP. 

Infatti, nei panni di OOP al river possiamo contare sul fatto che l’avversario abbia fatto una cbet esplorativa al flop e sia in give up al turn. Nei panni di IP, invece, abbiamo visto l’avversario checkare per due street di fila, segno comune di debolezza.

Quando possiamo puntare di meno

Tipicamente i giocatori non sono tanto reattivi alle size quanto dovrebbero. Una bet 100% pot e una 50% pot hanno due frequenze matematiche di call ottimali differenti, ma spesso i giocatori non fanno troppa differenza tra le due.

Se individuiamo un player così, allora usare una size inferiore per bluffare potrà rivelarsi più remunerativo perché si troverà a overfoldare.

Per esempio, villain fa bluff catch il 50% dei casi quando noi puntiamo una size pari al pot, e per i nostri bluff questo sarà break even. Ma se puntiamo 1/2 pot e villain difende solo il 40% dei casi, contro il 33% teorico, allora il nostro bluff con size small diventa più conveniente.

Quando l’avversario… ha tanti bluff!

Vicino al concetto di blocker/unblocker, ma soprattutto alla composizione del range avversario in un dato spot, se questo è sbilanciato verso bluff, i nostri bluff avranno più successo!

Di solito sono scenari con range ampi, come spot di steal e difesa. Quando nel range ci sono molte mani missed e l’avversario punta, i nostri raise in bluff porteranno al fold tutta quella porzione di range rendendosi molto efficaci.

 

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