Dan Bilzerian ha iniziato a giocare a poker online facendo account sharing

Set 16, 2023

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Ha confermato che la sua ricchezza deriva dal poker e non dall’essere “figlio di…” Ma almeno per quanto riguarda i primi passi nel poker online, la sua carriera resta avvolta in una ‘zona grigia’.

Nella autobiografia ‘The Setup’ Dan Bilzerian ha raccontato l’inizio della sua carriera pokeristica ammettendo candidamente di aver fatto propria quella pratica proibita che viene comunemente definita ‘account sharing’.

 

I primi passi nel poker online

Nel libro Bilzerian racconta di aver mosso i primi passi con il poker seguendo due compagni di università che a volte lo facevano giocare dai loro account:

“Due compagni di università giocavano spesso da dieci a sedici ore filate nella sede della confraternita. Li guardavo e ogni tanto mi lasciavano giocare dai loro conti, finché con la personalità che mi ritrovo non arrivai ad avere una dipendenza da gioco in piena regola. Il poker fu una emozione che non avevo mai sperimentato prima e anche quando non giocavo pensavo al poker.”

Nel giro di poco tempo Bilzerian smise di praticare account sharing e aprì un suo conto gioco:

“Scaricai partypoker e subito mi ritrovai a saltare i pasti e le lezioni. Invece di fare queste cose mi unii ai compagni che facevano sessioni-maratona a poker e giocavamo una partita da 200$ di buy-in tenendo come sottofondo il film Rounders.”

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Quando il bankroll è esplosivo

Dopo aver provato il poker online, Bilzerian iniziò a sperimentare il poker dal vivo. Siccome online aveva brasato la cassa, per giocare vendette due delle sue pistole e con i 750$ che ricevette in cambio andò in un casinò che si trovava su una barca.

“Se avessi perduto quella partita non avrei avuto neanche i soldi per tornare a scuola. Giocai a 200$ di buy-in finchè non arrivai a vincere 1.500$. Poi giocai a 500$ di buy-in per i sei giorni seguenti e mi fermai per andare a dormire solo quando ero arrivato a 10.000$. Siccome vincevo facilmente in quelle partite credetti di essere pronto: comprai un biglietto di sola andata per Las Vegas per tentare la sorte proprio come aveva fatto Matt Damon in Rounders.

Il suo ufficio divenne il Bellagio:

“Ci giocai un mese tutti i giorni per sedici ore al giorno. La mia colonna sonora era “Get Rick or Die Tryin” di 50 cent (“Diventa ricco o muori provandoci” è il titolo della canzone tradotto in italiano, ndr). I miei avversari credevano che stessi giocando coi soldi di mio padre ma non era vero. Giocavo con uno stile super aggressivo e per questo fatto riuscivo a estrarre il massimo valore quando avevo una buona mano visto che quasi sempre andava a finire che gli avversari mi pagavano”.

Ma Bilzerian non aveva ben chiaro quello che stesse facendo finché non arrivò il momento di andare alla cassa:

“Quel mese vinsi 187 mila dollari. Solo nel momento in cui cambiai le chips in soldi capii che la vittoria era reale. Non avevo mai vinto così tanti soldi tutti assieme, prima. Questo fatto mi diede la libertà economica e la fiducia per fare quello che volevo. Tutto lo stress collegato ai debiti e al pagare i conti se ne era andato.”

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Una immagine di cui approfittare

Frequentando le partite cash di Las Vegas Bilzerian iniziò a capire come crearsi una immagine che gli avrebbe garantito un atteso positivo ai tavoli verdi:

“Cominciai a notare che gli avversari erano più disposti a gamblarsela con me quando vedevano che avevo tanti soldi davanti. Capii il valore di essere percepito come ricco e iniziai a presentarmi come tale per approfittare di questa immagine ed essere invitato a partite private con altri ricchi.”

Dan iniziò a viaggiare nei festival live ma preferiva sedere ai tavoli cash game e non ai tornei. Una sera, a un tavolo 25$-50$ al Bellagio, Bilzerian conobbe il regista Nick Cassavetes (John Q, Alpha Dog) che lo invitò alla sua partita privata a Hollywood. Già la prima notte in quella partita 50$-100$ Bilzerian si alzò con un profitto a sei cifre.

Dopodiché decise di abbandonare l’ Università per dedicarsi anima e corpo alle partite private tra Las Vegas, New York e Los Angeles. Prese casa alle celebri Panorama Towers di Las Vegas ma nel 2011, in occasione di una trasferta alle Bahamas per la PCA, Bilzerian subì il passivo più pesante di tutta la sua carriera.

Quel mezzo milione di dollari lasciato sul tavolo fu forse decisivo per l’approdo di Bilzerian sui social. L’anno seguente Dan creò il suo account Instagram con l’obiettivo di far vedere che era ricco e che conduceva una vita ‘ballas, in modo da essere invitato a partite private con giocatori che avevano tanti soldi e poche conoscenze pokeristiche. Il resto, come si dice, è storia.

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