Dominik Nitsche cala il velo sul Tamayo-gate: “È ridicolo, i consigli non sono RTA!”

da | Dic 12, 2024

Nell’infinità di grandi cose che sono successe nel mondo del poker, il 2024 verrà plausibilmente ricordato per il Tamayo-gate: il momento in cui il vincitore del Main Event WSOP è stato accusato di aver approfittato dell’aiuto del rail con un software GTO, di fatto utilizzando un RTA durante l’heads up più importante della sua vita.

Sugli spalti, a tifare per Jonathan Tamayo, c’erano pro come Dominik Nitsche e Joe McKeehen, e un galeotto laptop che veniva consultato tra una mano e l’altra.

Il popolo del web è insorto, perché utilizzare un solver durante l’HU del Main Event WSOP non può essere tollerabile. Il runnerup WSOP aveva addirittura valutato una denuncia.

 

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Domink Nitsche, fondatore del software DTO, ha recentemente difeso la sua posizione nel podcast di Dan Cates.

“La linea dei Real Time Assistant è definita abbastanza chiaramente: significa ricevere suggerimenti nel mezzo di una mano. 

Per esempio, guardare soluzioni di solver – postflop direi, ma possono essere preflop – o avere un amico che guarda se dovresti shovare o chiamare il tuo JXs, non va bene per niente. 

Un’altra cosa è ricevere consigli tra una mano e l’altra da un coach, che ti dice: «Fai attenzione a queste mani, come ti ho detto a colazione. Ho paura che potresti dimenticartele. Per le dinamiche che ora sono cambiate, potresti aggiungere anche queste altre mani. Se l’avversario fa così, questi sono i tuoi primi bluff, questi i tuoi shove, con queste mani vorrai slowplayare…»

Questo non è “assistance“. Penso che la furia generale nasca dal fatto che avessimo un laptop, che è francamente ridicolo. 

 

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Mi sa che gli hater non capiscono davvero cosa succede in quel computer, e il timore che io possa dare consigli magici è folle per qualunque professionista. Non so fare le magie, non posso vedere le carte di Tamayo. 

C’è una linea evidente: quando le carte vengono distribuite e l’azione inizia, io tengo il becco chiuso. Ci sono stati due o tre spot dove ho percepito debolezza dall’avversario, ma nessuno dal rail ha fatto o detto nulla. 

In quel caso sarebbe stato eccessivo, ma ricordare la strategia, rinfrescare la memoria, tra una mano e l’altra è un’altra cosa. Avere un computer con i range era solo il modo migliore di visualizzare, secondo la mia opinione. Avrei potuto farlo su un pezzo di carta!”

Poi Nitsche prosegue sottolineando che non avrebbe mostrato soluzioni GTO, ma una strategia da lui congegnata per rendere più semplice l’approccio alla partita.

Per sintetizzare il pensiero del tedesco: non si tratta di RTA se non vengono dati suggerimenti durante la mano. Dominik non aveva accesso alle carte di Tamayo, e ciò che ha fatto è stato “solo” rinfrescare la strategia ideale tra una mano e l’altra.

Cose simili sono sempre accadute in tavoli di quella portata, anche se senza ausilio di software.

Certo, questo non ha impedito alle World Series Of Poker di cambiare il regolamento proprio in seguito a questo scandalo. E per quanto le parole di Nitsche possano essere vere… in fondo meglio così.

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