“Sono uscito dagli schemi per non fargli capire nulla!” Edoardo ‘e-dot gol’ Alescio ci ha raccontato la mano della vittoria al Main Event MBW

da | Ago 7, 2025

edoardo e-dot gol alescio

Abbiamo intercettato il vincitore del Main Event Mystery Bounty Week, ‘e-dot gol’. Dietro al nickname si cela il 36enne Edoardo Alescio, player trevigiano che vanta lunghi trascorsi con il poker: nel 2011 vinse il Main Event WPT a Venezia per 175.000€ regolando nel testa a testa finale un certo Steve O’Dwyer!

Edoardo si è soffermato sulla mano che gli ha fatto vincere il torneo, giocata in maniera decisamente lontana dallo standard.

 

Il preambolo

Parlando del torneo, Alescio sottolinea la soddisfazione per la linea atipica tenuta nella mano che gli ha dato la vittoria finale.

La mano più bella che ho giocato è stata l’ultima. Una mano super particolare però mi è piaciuta davvero tanto come l’ho giocata.

All’inizio dell’heads-up l’avversario aveva un decimo del mio stack ma ha sculato subito A5>AJ e ha raddoppiato, poi ha vinto di seguito due-tre flip o 60/40 e siamo tornati pari stack.

Considera che ho giocato dal cellulare tutto il tempo, non ho Holdem Manager né altri software, io gioco molto sensitivo e so che se mi dovessi rimettere a giocare adesso mi dovrei mettere a studiare.

Però ho una dote naturale che ho sempre avuto nel poker, ovvero che riesco a leggere determinate situazioni, come in questo caso. Se vai a solvare la mano con J2 sarà del tutto un disastro, ma è stata determinata dalla sensazione pokeristica che avevo sul momento.

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Lo spot

Ecco il video della mano che ha dato a ‘e-dot gol’ la vittoria del Main Event Mystery Bounty Week.

Le letture

Alescio spiega che nella sua condotta hanno influito sia l’history che il future game.

La mia linea è stata determinata da letture. Praticamente una mano prima di questa gli avevo fatto una linea con full contro la sua coppia di assi in cui lui ci aveva proprio perso i minimi.

In quella mano avevo tenuto una linea molto standard, con T9 dopo aver trovato il full al river ho fatto halfpot per il suo call-muck.

Dopo quella mano lì, siccome ho visto che lui sembrava un mid reg da come giocava, ovvero sì un player sensato ma non di quelli super bravi, uno di quelli che conoscono bene il gioco ma che seguono sempre lo standard, ho deciso di giocare una mano totalmente fuori dagli schemi per non fargli capire nulla. Volevo proprio creare una situazione del genere.

 

La tribet preflop

Preflop volevo una mano trash per tribettare e magari beccare una doppia o un tris al flop, con la prospettiva che se anche non ci fossi riuscito in questa mano comunque è una dinamica che avrei provato a creare anche più tardi, sempre con mani trash.

Ovviamente quando ha tribettato il mio primo obiettivo era vincere la mano preflpo con un suo fold

 

La top pair al flop

Al flop trovo top pair e comincio a farmi delle ipotesi su cosa possa avere lui e se è una mano che posso cominciare a valuebettare o se devo stare attento perché magari reverso.

Di solito qui avrei bettato un terzo pot, invece mi pare che là ho fatto close to pot per avere una informazione sulla sua mano e provare a vedere dove fosse la mia top pair e se fossi riuscito a mandare fuori dagli schemi l’avversario.

Betto e ragiono sul suo timing. Prima di mettere ci pensa a lungo. Quindi, anche per come stava giocando a livello di timing, tolgo dal suo range le overpair, che comunque stavo considerando poco. Credo che con AJ-KJ-QJ rilancerebbe al flop, quindi lo metto più su AT-KT-QT per la middle pair.

 

Il raise turn

Al turn quando fa meno di un quarto pot dopo il mio check mi conferma quello che pensavo, cioè che avessi io la best hand.

Per questo decido di rilanciare per valore con l’idea di shovare river su tutte le blank. Sul mio raise lui pensa a lungo prima di chiamare e anche questo fatto mi conferma di avere la best hand.

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Lo shove river

Al river shovo senza timing appena esce la blankissima, velocissimo in modo da farlo andare in the tank. Lui alla fine chiama e aveva ancora peggio di quello che pensavo io.

Ci ha pensato 30-40 secondi e alla fine ha chiamato con la bottom pair al flop. Veramente non ho capito la sua giocata ma credo di avergli piazzato una mano piena di insidie per un giocatore abituato allo standard come aveva dimostrato di essere lui.

L’ho giocata per far pensare a un reg di avere AK o AQ e secondo me lui prima di chiamare è arrivato alla conclusione che io avessi proprio una di queste combo.

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