Vincere un torneo di poker è già un evento raro. Vincerne due nello stesso festival significa godere di una bella forma accompagnata da una invidiabile dose di fortuna.
Vincerne tre nell’arco di appena 24 ore, invece, è qualcosa che sfugge alle tradizionali categorie della analisi tecnica.
Ed è esattamente ciò che ha fatto il player Nicholas Rigby durante una tappa della RunGood Poker Series a St. Louis, firmando una delle performance più impressionanti della stagione 2026 e non solo.
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Chi è ‘the dirty diaper’
Il giocatore che ha centrato l’incredibile tripletta live in 24 ore, sul database Hendon Mob, è titolare di vincite per oltre seicentomila dollari. Ma il giocatore di Pittsburgh è un regular cash game che si dedica ai tornei solamente dal 2021, anno in cui ebbe il suo momento di gloria al Main Event WSOP, chiudendo due day da chipleader prima di alzare bandiera bianca in 52° posizione per 136k$.
Quell’anno Rigby si meritò il soprannome di ‘Dirty Diaper’ in quanto vinse alcune mani con 3Χ2Χ che nel gruppo di amici con cui gioca abitualmente viene chiamata ‘fazzoletto sporco’ (Dirty Diaper, appunto, ndr). Rigby è stato protagonista di un nostro articolo: quello in cui Chance Kornuth fece ‘mea culpa’ per la eliminazione dal Main Event WSOP 2023 proprio per mano di ‘Dirty Diaper’.
Una tripletta incredibile
La ‘giornata da Dio’ di Rigby ai tavoli verdi si è sviluppata in modo tanto lineare quanto sorprendente. Il primo successo è arrivato nel $400 No-Limit Hold’em PowerStack, un torneo da più di 400 partecipanti che gli ha fruttato circa 28.000 dollari. Da lì, invece di rallentare, il giocatore statunitense ha deciso di continuare a macinare gioco.
La mattina successiva si è registrato a un evento Pot-Limit Omaha da 500 dollari e, ancora una volta, è riuscito a imporsi, stavolta lasciandosi alle spalle 92 avversari per un incasso di oltre 11.000 dollari.
“Non c’è due senza tre”, dice l’adagio evidentemente coniato da qualcuno che non sapeva il funzionamento del poker. E invece Rigby lo ha materializzato al tavolo verde: si è iscritto in late registration a un torneo turbo da 200 dollari e ha fatto primo su 121 entries completando una tripletta che, per frequenza e rapidità, a memoria di chi scrive non ha proprio precedenti.
Tre tornei, tre vittorie in meno di un giorno: se ricordate una impresa simile ditecela su Facebook o Instagram!
Aggressione, identità e continuità mentale
La tripletta di Rigby è figlia di una aggressione costante, che mette pressione agli avversari in ogni spot e in ogni fase del torneo. Non a caso, entrando al final table del primo evento da chipleader, Rigby ha riferito di avere un piano chiaro: continuare ad attaccare facendo attenzioni agli short stack pronti allo shove.
Questo equilibrio tra pressione e lettura del contesto è uno degli elementi chiave della sua run. In tornei con field eterogenei, in cui convivono regular e giocatori meno esperti, uno stile aggressivo e poco ortodosso può diventare un’arma devastante. Rigby ha costruito il suo vantaggio proprio su questo punto, costringendo gli avversari a decisioni difficili e spesso al di sotto dell’ottimale.
Ma ciò che ha reso straordinaria questa sua performance non è stato solo lo stile di gioco, bensì la sua continuità mentale. Vincere un torneo comporta uno sforzo emotivo notevole; vincerne tre consecutivamente significa non uscire mai davvero dalla “zona”.
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Quando il poker supera la teoria
Nel poker moderno, dominato da solver e strategie ottimizzate, performance come quella di Rigby ricordano che esiste ancora uno spazio enorme per l’identità individuale. Non è solo questione di carte o di matematica, ma di ritmo, fiducia e capacità di cavalcare il momento.
Tre vittorie in 24 ore non sono ripetibili con un modello schematico, configurandosi più come il risultato di una convergenza rara tra decisioni corrette, pressione costante e una inevitabile dose di run favorevole.
È proprio questa combinazione a rendere il poker un gioco unico. E giornate come questa di Nick Rigby che abbiamo raccontano, ci servono a ricordarlo sempre.






