La classe non è acqua, e un giocatore d’esperienza come Barny Boatman, uno dei fondatori di Hendon Mob, lo ha ampiamente dimostrato ai tavoli dell’European Poker Tour.
Il professionista inglese, poco meno di un anno fa, ha dato prova della sua forza piazzando la bandierina sulla prima posizione dell’EPT Parigi (ultima edizione prima della cancellazione della tappa) superando un field di 1.747 giocatori, lui incluso.
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L’Hero Call di Barny Boatman
Siamo a 19 left all’EPT Parigi. I giocatori si sono assicurati una moneta da €91.550 e puntano a un primo premio da €1.287.800.
Eric Afriat rilancia 130k (t60k) con K♦Q♦ da cutoff, Hans Erlandsson spilla 5♥5♦ da BTN e chiama, imitato da Boatman con J♠9♠ dal BB.
Flop J♦8♦3♣, il pot è da 480k. Boatman checka, Afriat va in c-bet 250k, Erlandsson folda e Boatman chiama. Il piatto diventa di 980k e lo stack effettivo è 3,39M di Boatman.
Turn 2♣, ancora check-call per 750k e si gira il river 2♠. Terzo check per l’Hendon Mob, Eric Afriat con missed draw trova l’opportunità per metterle tutte in mezzo… e Boatman dopo aver riflettuto a fondo trova l’hero call che lo proietta in alto nel count!
“Gran call” – si complimenta l’avversario – “Non so come hai fatto a chiamare”.Â
“Sono stanco e voglio andare a letto” risponde ironicamente Barny Boatman.
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Analisi
Figurarsi se un giocatore da – all’epoca – 4 milioni di vincite lorde brucia un torneo a gamblate quando è così vicino a un premio che svolta una carriera!
L’action preflop non ha nulla di sbagliato: lo svedese ha flattato in posizione una pocket pair bassa essendo più short degli avversari, e Boatman aveva così grandi pot odds per difendere una mano speculativa come J9s.
Flop
Il check di Boatman al flop è standard, e precede una pronosticata continuation bet dell’original raiser. La size scelta è di circa 50% pot, tutto sommato abbondante soprattutto considerando che il gioco 3-way è un po’ più delicato.
Ad ogni modo Afriat ha due overcard, un progetto di colore second nut e un backdoor di scala: la sua azione passa a pieni voti. Boatman con top pair non può esimersi dal call.
Turn
Il turn è completamente ininfluente ai termini della mano ed è un preludio a un check>bet>call, per una size molto importante, praticamente 75% pot. Si vede che Afriat sta mettendo pressione con la forza di uno stack maggiore e della posizione vantaggiosa.
Inoltre, ricordiamo, più è alta la size più il range si polarizza, dividendosi tra bluff e nuts. Forse è proprio questo motivo che porta Boatman a flattare di nuovo.
River
Al river non cambia assolutamente nulla. Boatman ha valore di showdown e checka, Afriat si trova con aria fritta e tenta il tutto per tutto con un push da poco più dell’ammontare del pot.
Ora, Boatman non ha una mano eccellente, e ha uno stack da 2,6 milioni con cui avrebbe ancora buona giocabilità (43bb). Eppure qualcosa non torna.
Trascurando info che noi non possiamo avere, e pensando esclusivamente in termini di range, questo board non si presta molto a un gran numero di mani forti, e strizza invece l’occhio a molti bluff.Â
Il range di nuts di Afriat si compone per lo più da overpair, AJ, JJ e 88. Nel corso della mano avrebbe potuto giocare similmente anche coppie come 99 e TT, ma presumibilmente non le avrebbe turnate in bluff al river.
La parte di bluff, invece? Da chipleader, il range di apertura preflop in late position è abbastanza wide, e le mani che possono continuare a mettere pressione dopo il flop sono davvero molte, a giudicare dalle più ovvie suited a quadri, T9, Q9, QT, ma anche alcune overcard. Al turn, poi, si aggiungono anche eventuali mani di fiori in cerca di un redraw.
È vero che la combo di Boatman blockera una piccola parte del range di bluff a causa del 9, ma in proporzione blockera più la parte di nuts formata da AJ e JJ. Insomma, Barny ha creduto di trovare l’altro ben sbilanciato verso il niente. E a ragione!






