Le origini di Manuel “PokerManzo92” Ferrari: “Incontrare Luca Pagano e impormi la disciplina hanno svoltato la mia carriera”

da | Ott 30, 2024

Recentemente abbiamo visto Manuel Ferrari, alias “PokerManzo92”, sul podio del Sunday Special. Un secondo posto da oltre €13.000 che ha portato il suo grafico Sharkscope a sfiorare i €280.000 in vincite nette su PokerStars!

Ovviamente lo abbiamo intervistato per l’occasione, anche perché “PokerManzo92” ha giocato un paio di mani interessanti che ci siamo fatti raccontare.

Nella stessa chiacchierata abbiamo voluto scoprire di più su Manuel Ferrari e ci siamo fatti raccontare la sua storia e obiettivi pokeristici. Ecco allora l’intervista di presentazione a Manuel Ferrari. 

 

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Che dire, complimenti per il grafico! Ci racconti in breve la tua storia con il poker? 

Il mio approccio al poker è stato abbastanza casuale. Ero in ferie con mio nonno in Croazia e lui insegnò a me e mio fratello a giocare a telesina a cinque carte.

Ho avuto subito un’attrazione molto forte per questo gioco, probabilmente perché si potevano fare i soldi senza i punti (bluffando), e di lì a poco mi sono approcciato al Texas Hold’em che ha cominciato a spopolare in Italia.

Lo facevo per hobby, ma avevo già in mente di renderlo un lavoro in futuro, avevo già le idee chiare. Non è sempre stato così semplice, perché quando lavoravo ho dovuto smettere per un po’ e avevo quasi abbandonato l’idea di fare il giocatore professionista, ma nel 2012 è successa una cosa che a posteriori sembra quasi destino.

Ero a Barcellona con degli amici, e incontro Luca Pagano in spiaggia perché in quel momento c’era l’EPT in corso. Vado a salutarlo e a parlarci, e lì mi si è accesa la lampadina che il poker era parte della mia vita e l’avevo abbandonato.

Quindi da lì l’illuminazione di tornare ai tavoli, e pochi mesi dopo vincere il Sunday Special all’età di 20 anni, che mi ha dato una bella spinta per bankroll e farlo per lavoro. Di lì a poco avevo smesso di lavorare, ma obiettivamente ero troppo giovane e non ero pronto a fare il professionista per una questione di disciplina e duro lavoro.

grafico pokermanzo92 manuel ferrari

Questo era proprio il periodo tra 2010 e 2016, dove le mie abitudini immature hanno fatto sì che la mia ambizione non fosse così forte e la mia disciplina quasi inesistente.

Ero convinto di non poterlo fare per lavoro così, quindi a un certo punto ho detto: se voglio fare questo nella vita è meglio che mi dia una regolata. Ho rivoluzionato da subito le mie routine e ho cominciato a mettermi d’impegno e studiare. Sapevo di essere talentuoso in questo gioco, ma serve anche il duro lavoro se vuoi arrivare in cima a qualcosa.

Infatti notavo che dal 2016 il tuo grafico ha completamente cambiato trend. Pensavo fosse collegato a un cambio di gioco dovuto per esempio al cambio di Vip System di quell’anno

No no non c’entrano vip system o rakeback. Semplicemente essermi messo in focus, aver abbandonato dopamina facile ed essermi fatto il culo per diventare un forte torneista. E i risultati poi mi hanno dato ragione.

Giochi anche su altre piattaforme o esclusivamente su PokerStars? Nel poker live come sta andando?

Gioco anche su iPoker ma solo dal 1 agosto di questo anno, quindi avevo fatto mono room PokerStars.it fino a quando non ho aggiunto iPoker (il gruppo di Lottomatica, Goldbet eccetera) che ha un field molto più facile e le strutture sono molto belle. Non potevo fare a meno di iscrivermi.

Per quanto riguarda il live sono abbastanza soddisfatto ma so che voglio fare qualche shot molto più grosso, quindi penso che parteciperò con più regolarità agli eventi di PokerStars live e cercare di fare risultati più prestigiosi.

 

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Quanto impegno metti nello studio del gioco e a che punto della tua crescita pensi di essere arrivato? 

Come giocatore è importante non sentirsi mai arrivati. Credo di avere un ampio margine di miglioramento ancora soprattutto per quanto riguarda l’ICM che è ancora sottovalutato nel panorama pokeristico che conosco io, e sto concentrandomi su questo.

Sto solvando spot late stage con HRC, Holdem Resource Calculator, un solver che permette di solvare gli spot dal punto di vista dell’ICM, che è dove si devono vincere i soldi, quindi è super importante vedere gli spot da quel punto di vista lì invece del mero lato teorico per cEV.

Dedico tanto a questo. Non dico che tutti i giorni risolvo uno spot, ma spesso sono in contatto con amici che mi mandano spot da runnare, quindi vuoi o non vuoi ogni giorno uno spot si guarda o si risolve. Direi che dedico ogni giorno almeno un’oretta di studio al poker quindi, e ovviamente alcune ore al gioco.

Il tuo obiettivo come poker player?

Sinceramente non ho grandi obiettivi come giocatore. Sono davvero tanti anni che gioco, anche se seriamente non da molti, direi dal 2018 che sono un giocatore professionista.

Non saprei quali obiettivi, se non i classici braccialetto WSOP, un EPT… quelli ovviamente sono gli obiettivi, ma non ho grandi aspettative.

So che posso farcela, ma so anche che la varianza potrebbe impedirmi per tutta la vita di raggiungere questi obiettivi. Quindi mi concentro solo su me stesso e su migliorarmi personalmente e quotidianamente, non solo nel poker ma anche nella vita in generale. Poi quello che viene, è tutto guadagnato.

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