Liquidità globale in Italia: spiegati i benefici in Senato “Mi ha convinto!”

Feb 16, 2024

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La famosa liquidità condivisa sembra uno di quei sogni utopici di cui si parla da anni, e finito l’entusiasmo iniziale… nessuno ci crede più.

Chi gioca a poker online da – ormai – 7 anni circa, ricorderà quando l’Italia firmò a quattro mani, insieme a Spagna, Francia e Portogallo, per creare la possibilità di giocare con un pool di utenti condiviso tra questi quattro paesi: non sarà il .com, ma un traffico del genere sarebbe già un passo avanti.

Alla fine, semplicemente, non se ne fece nulla. O meglio, nacque il frespt dall’unione degli altri tre paesi, mentre lo stivale rimase come sappiamo chiuso in se stesso. Ci furono lamentele, battaglie, raccolte di firme, ma nulla da fare. Nessuno, però, ha avuto intenzione di arrendersi, e ora GGPoker (colosso dell’online dot-com che guarda con interesse l’Italia) si sta prendendo il maggior carico di questa sfida.

 

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Ne avevamo già parlato ad ottobre, quando GGPoker si fece sentire con l’ADM, e oggi dalle pagine di Assopoker e Gioconews abbiamo degli aggiornamenti interessanti.

I manager della poker room sono intervenuti durante l’esame della commissione per il riordino dei giochi a distanza chiedendo non solo la liquidità condivisa regionale, ma addirittura quella internazionale. In altre parole, permettere ai giocatori italiani di giocare sul punto com. 

Tra le argomentazioni proposte, è stato ricordato che appunto l’Italia aveva approvato inizialmente alcuni progetti, per poi congelarsi senza svilupparsi in nessun senso. L’effetto è risultato in una stasi del poker che ha perso quote di mercato contro altri games, giochi di abilità, che quindi favoriscono l’azzardo.

Virare sul .com invece del .eu è una proposta che parte semplicemente dagli interessi economici delle room. In un caso tutti i concessionari che in questi anni si sono spostati su iPoker (che escludendo PokerStars è la più gettonata, con grandi brand come Sisal, Snai e Lottomatica) andrebbero a rimetterci perché non sono molto forti in Francia, a vantaggio di altre room, mentre sul .com potrebbero trovare vantaggi.

 

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Per concludere, GGPoker ha calcolato (stimando) un vantaggio di 23 milioni di euro in entrate erariali aggiunte. Non dimentichiamo che per quanto piccolo possa essere il field, il poker online in Italia vive una sorta di fuga di cervelli dove i migliori giocatori, quelli che fanno girare più soldi, devono espatriare per continuare a crescere.

Non ultimo il vantaggio che avrebbe la sicurezza nel gioco: estendere l’Italia al mercato globale permetterebbe di beneficiare dei controlli su bot, collusion, RTA e simili del dot-com, per forza di cose più numerosi. Allo stesso modo, proprio il controllo sul riciclaggio e pratiche simili, motivo primario per cui l’Italia decise di rimanere pokeristicamente autarchica, andrebbe in realtà a migliorare.

E poi questa iniziativa va a braccetto con il problema – di cui il Decreto Dignità è parzialmente responsabile – di tutti gli italiani che giocano su room non regolamentate.

Questo (e molto di più) è stato espresso dal manager Marco Trucco in commissione. Più ermetico, ma quasi più emozionante, il Presidente Garavaglia che ha concluso l’audizione con un secco: “Mi ha convinto”. Iniziamo a incrociare le dita?

 

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