I social media dei poker player sono infiammati dagli ultimi episodi di cheating live tra Venetian e Resorts World; chi meglio di Luca Vivaldi per fare chiarezza?
Sono stati coinvolti, loro malgrado, giocatori del calibro di Patrick Leonard e Mike Holtz, e la storia è stata affrontata da varie testate giornalistiche e influencer come Jonathan Little, di cui abbiamo riportato il pensiero.
Abbiamo deciso di approfondire i vari casi e il ruling che li riguarda contattando la voce autorevole del TD delle Triton Poker Series. Ovviamente, non prima di avergli fatto i complimenti per il Global Poker Award!
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Cosa succede in caso di chipdumping
Il primo caso scandaloso che ci ha spinti a contattare Luca riguarda un’accusa di chipdumping al Venetian, con due giocatori sospettati di essere in collusion.
Nello specifico, Patrick Leonard ha denunciato un all in di 2,5bb, al quale l’altro ha foldato da BB. Uno spot dove avrebbe dovuto chiamare probabilmente ATC. Ecco cosa ci ha detto il TD delle Triton Poker Series:
In qualsiasi caso, se un giocatore accusa altri di qualsiasi attività che possa impattare l’integrity di una partita – bisogna immediatamente far partire un’indagine.
Vari tour / operator / Casino hanno diversi iter e strumenti per fare questo. Per ovvie ragioni non posso far la lista delle nostre, ma sono ampie.
Eric Zheng ha provato a spingere per indagare, ma è stato costretto a continuare a giocare (da short e con lo shot clock). Ci domandiamo, quindi, se queste indagini dovrebbero avvenire a gioco in corso, o se sia necessario fermare l’orologio.
Se le accuse sono al momento e fondate, il gioco non può proseguire.
Lingue straniere al tavolo (e fuori)
Poi c’è il discorso “lingue”. Come ha sottolineato Little, il regolamento impone l’inglese: parlare altre lingue è un’infrazione e può essere considerato cheating. Quale sarebbe la penalità?
Dipende dalla gravità: un round, che può avere escalation fino alla squalifica.
Il problema non si è presentato solo tra giocatori, ma anche tra player e “tifosi sugli spalti“.
Stessa cosa, se c’è una mano in corso (a mano ferma, mentre il dealer mischia il mazzo, può capitare).
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I limiti del rail
A proposito di rail, uno spettatore evidentemente amico di un player, può stare alle spalle di altri? Una delle accuse, infatti, riguardava un “complice” sospettato di spiare le hole cards agli altri giocatori e fare segnali all’amico.
Il rail deve sempre essere a distanze considerevoli per non permettere interazioni e per non permettere visibilità a informazioni che devono essere protette. Purtroppo il nostro bellissimo gioco non è adatto a spettatori live.
Si può cambiare dealer?
Apriamo il capitolo dealer. Alla domanda “Cosa si dovrebbe fare – o cosa faresti tu – se un dealer dicesse a un giocatore di smettere di essere un frignone?”, Luca risponde con una sentenza tanto lapidaria quanto sintomatica dell’ovvietà della risposta:
Bisognerebbe farsi due domande su chi ha assunto il dealer 🤣
Chiaramente abbiamo incalzato, visto che è nato anche il pensiero che il dealer potesse fare parte dell’imbroglio.
Non lo assumerei in principio! E sì, ovviamente sarebbe da cambiare dealer. Dopo il sospetto di combutta ci sarebbero poi investigazioni e procedure… e se fossero reali non lavorerebbe più nel nostro sistema solare!
Mostrare le carte muckate
Mike Holtz ha anche notato che un giocatore, quando foldava, cercava – probabilmente – di far vedere una delle sue carte all’amico. Come si dovrebbe gestire questa situazione?
Warning prima (perché saranno solo sospetti), indagare e poi penalità fino alla squalifica.
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Il confine tra dumping e strategia
E arriviamo al punto più vacillante, quello sul quale anche Jonathan Little non ha saputo sbilanciarsi.
Foldare davanti a un all in per solo 1,5bb in più, può essere chipdumping, ma anche una strategia per mantenere viva la fase bolla e trarne vantaggio da chipleader. Come e quando prendere provvedimenti?
Sempre difficile, ma non impossibile, puntare il dito con accuse di soft play. Ovviamente, mantenere la bolla in gioco con uno short permette più manovra al big stack per accumulare più chips contro giocatori ICM-locked. E accumulare più chips (tutte) è il goal finale di un torneo!
Però quali sono i margini per intervenire in questi casi ambigui? Si utilizza la “sensibilità” di un floor?
Ci sono sempre margini per intervenire e per proteggere il fair play. “Soggettività” porta a troppa discrezione che non dovrebbe esserci, ma una buona “poker logic” porta sempre alla soluzione giusta… per esempio, sarebbe soft play in una bolla di un satellite!
Gli episodi recenti hanno acceso il dibattito su come gestire al meglio situazioni delicate nei tornei live. Le risposte di Luca Vivaldi hanno chiarito che ogni caso va analizzato con attenzione, bilanciando regolamenti, fair play e dinamiche di gioco.
Ci auguriamo di essere sempre più vicini a una vittoria contro i cheater, in questa battaglia che prosegue da sempre.
Image credits: Joe Giron, Triton High Roller Poker Series






