Phil Ivey sulla mano che cambiò il poker: “Non mostrare la tua delusione!”

da | Gen 23, 2026

phil ivey

Ci sono dei momenti che cambiano il destino, e nel caso del poker quello più iconico è la vittoria di Chris Moneymaker alle WSOP, il giorno che innescò il boom del poker e creò tutto ciò che abbiamo oggi. Almeno secondo il pensiero mainstream.

Forse non tutti ricorderanno che Chris, giocatore occasionale arrivato fin lì da un satellite online, trovò un bloody river con cui eliminò Phil Ivey in piena bolla del tavolo finale. Phil a quei tempi era l’uomo da battere, il numero uno, e perciò quella mano divenne l’evidenza che nel poker chiunque può vincere, che l’ultimo può battere il primo.

Phil ha ricordato la mano e la situazione, decenni dopo, parlandone con Barry Greenstein, che all’epoca era un po’ il padrino pokeristico di Ivey e delle nuove leve della scena.

 

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“Penso che a quei tempi fosse una delle mani più grandi del poker.”

“Ti ricordi chi hai chiamato quando stavi tornando a casa?” chiede Greenstein, che dopo la risposta “Immagino te” di Ivey, continua: “Sì, ha chiamato me e mi ha chiesto cosa avrei fatto in quello spot, ho detto che avrei foldato al flop!” 

Ricordiamo la mano: Moneymaker apre 60k con AQ da UTG+1 Ivey chiama 99 da CO e chiama anche il BTN con 1010. Flop QQ6, Moneymaker punta 70k e Phil Ivey chiama.

“Dicesti: «In realtà aveva ciò che pensavo»” ricorda Greenstein

“Penso che all’epoca non capissi davvero il No-Limit Hold’Em. Era un 10-handed game e avrei dovuto foldare al flop, ma ovviamente lo sappiamo oggi. All’epoca giocavi un po’ di istinto.”

Turn 9 dove Chris punta 200k, Ivey va all in e Moneymaker chiama. Si va allo showdown, con Phil in forte vantaggio.

 

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“Quando quell’asso arrivò al river, mi sentii come spazzato via dal vento.”

L’A river condanna Ivey al decimo posto, e innesca il volo di Moneymaker nella storia.

Ricordo di aver detto a me stesso: «Non far vedere quanto sei deluso, non lasciare che il mondo lo veda.»

E il mondo non lo vide. Notò soltanto la freddezza del poker player che lascia le emozioni lontane dal tavolo, un vero professionista, il vero giocatore di poker. Uno dei cooler più importanti della vita, a cui reagisce alzandosi e andandosene tranquillamente.

Orgoglio? Impatto psicologico? Abitudine? Qualunque sia il motivo, quello è stato il momento dove si è visto cosa era un poker player di quei tempi.

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