La varianza è la croce e delizia di ogni pokerista. In un interessante contributo su PokerStrategy, Barry Carter ha parlato delle fluttuazioni della Sorte, in particolar modo di come queste cambiano in rapporto al livello invidivuale di skill.
La linea di demarcazione
Secondo l’autore di libri di poker, la capacità di sopportare i downswing è la reale linea di demarcazione tra professional poker player e massa indistinta dei pokeristi.
La abilità di tollerare lunghi periodi di varianza negativa è ciò che separa i pokeristi di elite dal resto. Personalmente, sono un giocatore vincente. Ma non potrei mai essere un professionista di poker perché non penso che avrei la forza di tollerare i downswing se il poker fosse la mia principale fonte di reddito.
Per Carter questa è una delle lezioni più difficili da digerire del poker: più diventi bravo a giocare, più è possibile ritrovarti in mezzo a dei periodi di downswing.
Restare allo stesso livello
Il discorso non vale per chi preferisce restare nella sua zona di comfort a giocare sempre gli stessi stakes.
Chi infatti rimane sempre allo stesso livello di gioco e continua a migliorare come giocatore, soffrirà meno downswing di chi salirà di livello.
Lo so personalmente. Sono un nitty del bankroll e mi piace giocare solamente le partite che so di poter battere. Come risultato, prendo degli shot ai livelli di gioco più alti quando vinco qualche satellite. Mentre i downswing sono inevitabili, ho scoperto che i miei downswing sono più corti nel momento in cui sono migliorato giocando quasi sempre le stesse partite.
La varianza dei level-up
Per i giocatori che hanno come obiettivo la scalata le cose stanno in modo molto diverso.
Alzare il livello di gioco significa invariabilmente che giocherai contro avversari più forti. Come risultato, il tuo ROI sarà più basso, nonostante il win-rate in termini di soldi assoluti potrebbe crescere. Più è basso il tuo ROI, più i downswing che affronterai saranno estremi.
La varianza al proprio livello
Carter ha simulato l’andamento di 1.000 tornei a buy-in medio 10$ per un grinder del livello che ha un 20% di ROI atteso.
La linea blu rappresenta la run media di profitto, mentre la linea rosa mostra le fasi di ribasso relative ai picchi di profitto. Nella nostra analisi ci interessa appunto la linea rosa, che rappresenta visivamente i dowswing che seguono i picchi di profit.
Mi sembra un dato abbastanza buono. Il nostro grinder ha accumulato un profit di circa 2.000$ in questo lasso di tempo.
La varianza dopo un level-up
Carter vede poi cosa succede allo stesso grinder quando sale di livello e inizia a giocare tornei a buy-in medio 20€. Visto il level-up, nel nuovo field l’autore gli assegna un 12% di ROI, che è abbastanza per giustificare l’avanzamento di livello di gioco.
Ecco il grafico in cui si nota che i downswing sono adesso molto più frequenti e, in particolare nella parte centrale della immagine, sembrano non conoscere fine.
Questa è la realtà dei tornei di poker. Per la maggior parte delle persone, diventerà tutto più difficile quando salgono di livello. Abbiamo avuto una visione d’insieme di quanto possano essere difficili queste situazioni di recente, con la pubblicazione dei risultati Triton dell’ultimo decennio. Si tratta di alcuni dei migliori giocatori del mondo, che giocano contro altri migliori giocatori al mondo, quindei i loro ROI saranno bassi. Di conseguenza possiamo vedere dei veri e proprio fenomeni tra i nomi più perdenti della categoria.
Carter chiude il suo contributo consigliando di perdere tempo sui calcolatori di varianza. Anche se non è una occupazione piacevole, capire il ruolo della varianza ai tavoli verdi è a dir poco fondamentale.








