Così come una rondine non fa Primavera, la vittoria in un singolo torneo non è affatto sufficiente a stabilire chi sia il miglior giocatore nel field.
Anche un amatore potrebbe vincere, grazie a una run miracolosa, ma non per questo diventerebbe il più bravo di tutti.
Per stabilire il giocatore dell’anno, dal 1997, il mensile statunitense Card Player ha creato il titolo ‘Player Of The Year’ che tenta di andare oltre i meri risultati monetari.
La leaderboard traccia le performance pokeristiche su un campione più largo, relativo a 12 mesi, e i punti vengono assegnati non solo in base alla posizione finale ma anche al buy-in e alla consistenza del field.
Il mensile ha combinato i risultati delle classifiche POY dal 2016 al 2025 per stabilire chi sia stato il pokerista più forte di questo decennio caratterizzato dall’ascesa dei Solver e dal boom dei circuiti Super High Roller.
Se seguite il poker da qualche anno almeno, la classifica non sarà una sorpresa.
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Chidwick su tutti
Dall’incrocio delle classifiche POY del decennio il responso è chiaro: il pokerista del decennio 2016-2025 è Stephen Chidwick! Il 36enne inglese di Deal è seguito a ruota da Alex Foxen e Adrian Mateos, l’unico oltre al vincitore ad essersi aggiudicato il titolo POY per due volte nel corso di questi ultimi dieci anni (nel 2017 e 2024).
Al quarto posto c’è Jason Koon, mentre al quinto troviamo David Peters prima di Sam Soverel e Jeremy Ausmus. In decima posizione c’è a sorpresa il businessman Cary Katz, comunque pokerista sempre molto attivo e perfettamente a suo agio nei field dei tornei Super High Roller.
| Player | Total Points | Titles | Final Tables | Total POY Earnings |
|---|---|---|---|---|
| Stephen Chidwick | 58,524 | 32 | 183 | $57,688,760 |
| Alex Foxen | 56,678 | 26 | 164 | $45,246,491 |
| Adrian Mateos | 45,307 | 19 | 124 | $45,435,454 |
| Jason Koon | 41,063 | 24 | 111 | $59,794,877 |
| David Peters | 39,522 | 26 | 126 | $38,964,382 |
| Sam Soverel | 39,174 | 29 | 141 | $27,091,174 |
| Jeremy Ausmus | 36,512 | 14 | 110 | $19,979,315 |
| Sean Winter | 36,391 | 15 | 119 | $30,555,722 |
| Isaac Haxton | 35,738 | 16 | 111 | $45,142,986 |
| Cary Katz | 35,658 | 19 | 146 | $30,430,165 |
Una costanza senza eguali
Come detto, nell’ultimo decennio Chidwick ha vinto due volte il titolo POY, nel 2019 e nel 2022. Ma il suo primato è dovuto soprattutto alla costanza pazzesca.
Dopo un inizio di decennio con il freno a mano tirato, in cui chiuse al 36° posto la classifica POY 2016, Chidwick è entrato nella top ten POY in sette degli ultimi nove anni. E’ rimasto fuori dai primi dieci solo negli anni in cui i tornei live risentivano della pandemia: nel 2020 chiuse al 23° posto, nel 2021 al 15°.
Contando tutti i piazzamenti, l’inglese di Deal in questi dieci anni ha chiuso la classifica POY alla 11° posizione in media. Davvero una costanza senza pari, come testimoniano anche i 183 tavoli finali raggiunti, in cui ha trovato la vittoria per 32 volte.
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Un coaching da riconsiderare?
In tempi recenti ci è capitato di parlare di Chidwick a più riprese. In primo luogo quando fece il suo ingresso nella bolgia dei social, rivelando delle debolezze comuni a tutti ma che probabilmente tanti non pensavano che potessero appartenere anche a un pokerista del suo livello.
Più di recente l’inglese ha scoperchiato il classico vaso di Pandora rivelando quello che è il suo profit reale. Infine sui social ha fatto molto discutere la tariffa oraria dei coaching dell’inglese: adesso che Chidwick si può fregiare anche del titolo di ‘pokerista più forte del decennio’, quei 2.500$ all’ora sono forse da riconsiderare? Dicci che ne pensi su Facebook o Instagram!






