Dal loro avvento sulla scena pokeristica, i solver hanno rivoltato le cose come un calzino.
Ancora oggi però ci sono degli ambiti della skill pokeristica prettamente ‘umani’ che questi software non possono insegnare anche a chi è capace a usarli al meglio.
“I solver non uccideranno il poker”, sostiene il coach Benjamin Rolle: vediamo perché.
I fattori umani
Per il tedesco i software come GTOWizard non uccideranno il poker perché nella presa di decisioni ci sono fattori prettamente umani che ricadono al di fuori della loro portata.
“I solver non insegnano a valutare il tuo Future Game e ad aggiustare il tuo stile di gioco agli avversari che affronti sul momento – scrive Rolle.
Per sviluppare queste skill secondo il tedesco c’è solo una via, ed è quella che passa dalla pratica del gioco giocato ai tavoli:
“Servono anni di pratica, review e scambio con amici pokeristi e coach per capire l’arte di aggiustare il tuo gioco al tavolo – tanti neanche saranno capaci di capire il concetto e questo è il motivo per cui solo una piccola percentuale di pokeristi vince su base regolare dal gioco.”
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Il ruolo della teoria
Rolle sostiene che ci sono tanti specialisti che si preoccupano troppo di seguire il verbo della GTO perdendo di vista ciò che realmente importa a poker. Anche da qui passa la differenza tra un pokerista vincente e un pokerista perdente.
“Ci sono tanti buoni regs che perdono di vista l’edge che hanno e sacrificano il win-rate per seguire la GTO per dai call o dei bluff marginali. Non sto dicendo che studiare la teoria è male, è sicuramente necessaria. Ma ne serve molta meno di quanto comunemente si pensi, per quanto una base solida è essenziale e richiede una review costante per accertarsi di non avere leak significativi.”
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Quando servono soprattutto logica e buon senso
Nella presa di decisioni la solida base teorica deve essere però accompagnata da logica e buon senso:
“Capire la popolazione contro cui stai giocando, come giocano i player ricreativi e i regular perdenti, come sxploitarli, come sviluppare reads sui tuoi avversari e come foldare mani buone al river anche se vinceresti 0.5bb se chiamassi o bluffassi. È un concetto che non si esprime in termini matematici con numeri esatti, ma con logica e buon senso devi capire che la tua presenza al tavolo ha una certa EV. Quindi, per definizione, troverai tanti spot a EV più alta nelle orbite future.”
L’edge sugli avversari è un concetto su cui Rolle insiste molto e che ribadisce in chiusura del suo post:
“La prossima volta che ti ritrovi in un grande pot prendi una breve pausa, tira un respiro e guardati intorno: che EV hai in questo tavolo? Vale la pena azzerarla? Tanti di voi mentre giocano guardano solamente al board e all’avversario senza prendere in considerazione il succoso tavolo in cui vi ritrovate seduti.”






