Tom Dwan si apre: “I miei debiti? Pettegolezzi inventati da Airball”

da | Mar 27, 2026

Tom Dwan Rui Cao

Tom Dwan è uno di quei nomi che ha costruito il boom del poker nel mondo, ma da qualche tempo è un personaggio quantomeno evanescente, coinvolto in situazioni controverse, lontano dai riflettori ma sempre sulla bocca di tutti.

Michael Kaplan per CardPlayer ha deciso di mettere un punto a ogni capitolo ancora aperto, passando con “durrrrr” più di un fine settimana per un’intervista interessantissima. La linkiamo qui nella sua interezza, mentre in questo articolo riassumeremo alcuni degli estratti più curiosi e significativi.

 

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Una vita tranquilla, ma il ritorno può arrivare

Una delle prime domande che si porrà il pubblico, sarà: “Ma che fine ha fatto Tom Dwan?” 

“durrrr” si dice sorpreso che la gente ricordi ancora chi sia. Ha vissuto un profilo basso, giocando un torneo all’anno organizzato dal noto pittore Konas Wood:

Alex Botez era al mio tavolo. Tobey Maguire era al mio tavolo. Il direttore Todd Phillips era lì. È stato bello chiacchierare con le persone. Sto molto lentamente tornando nei rilettori! Potrei anche giocare ad High Stakes Poker!

 

Tom Dwan è indebitato?

A partire dalla Durrrr Challenge ancora non pagata a Dan Cates (il quale ora dice di aver compreso che Dwan sta lavorando per saldare i suoi debiti), e dalle accuse dirette di giocatori di spicco come Doug Polk, una delle voci più diffuse è che Tom Dwan sia indebitato per grossissime cifre.

Lui nega:

Poca roba, soprattutto ad alcuni amici stretti. Niente di grande, e molto meno di quanto se ne parla. È anche meno di quanti soldi devono a me, che – sfortunatamente – probabilmente non vedrò mai.

Ovviamente, si sottolinea nell’articolo, i gambler high stakes hanno una concezione tutta loro del valore del denaro. Viene ricordato come uno del Blackjack team del MIT abbia dimenticato una busta di carta con $100.000 in classe, e Doyle Brunson finanziò un improbabile recupero dell’arca di Noè

Insomma, queste piccole cifre per molti di noi potrebbero essere folli. 

 

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Il debito con Jungleman

Riguardo alla storia con Cates, che si trascina da 10 anni, Dwan spiega:

Gli ho dato circa $1,35-$1,4 milioni su $1,5 milioni. E l’ho anche aiutato a fare qualche milioncino. Non ci vediamo sempre di persona, ma andiamo abbastanza d’accordo e crediamo nel cuore l’uno dell’altro, anche se abbiamo qualche differenza di personalità.

$30 milioni alla malavita?

Doug Polk aveva insinuato – o meglio: annunciato – che Dwan avesse un debito di circa trenta milioni di dollari a persone “forse pericolose”. Tom ci mette pochissimo a negare e arrivare all’origine della voce:

Fottuto Airball. Mi doveva soldi all’epoca – me ne deve ancora – e ha fatto partire questi pettegolezzi sui $30.000.000. Poi Doug li ha rinforzati. Sanno entrambi che non è vero. Airball cercava di rubare VIP per la sua partita e Polk faceva le sue scemenze.

Kaplan specifica di aver sentito Airball, che sostiene di non dovere soldi a Tom, ma il contrario.

È anche vero che nelle partite gigantesche di Macao può capitare di trovarsi in situazioni indesiderate con persone poco raccomandabili:

Ora sono facilmente stressabile, ma ero capace di gestire quasi tutto. Nel 2020 mi sono trovato nel mezzo di una cazzo di guerra tra triadi per un momento, e senza volerlo. E l’ho gestita.

Ho risolto la situazione senza troppi grattacapi. Ma ora preferisco non giocare high stakes, un po’ perché sono a corto di denaro e un po’ perché ho una chance più alta di perdere in situazioni pesanti rispetto a qualche anno fa.

E a proposito di stress, Tom Dwan purtroppo ne ha subito molto in questi tempi. Un anno fa, circa, è stato ricoverato in un centro di salute mentale, e nell’intervista racconta anche questa storia.

La pubblicheremo nei prossimi giorni nel nostro blog.

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