“La guerra contro i bot AI” è il titolo del video pubblicato da Joey Ingram che ha intervistato Thanh Tran e John Andress, membri fondatori di A5 Labs, un’azienda specializzata in intelligenza artificiale finalizzata alla game integrity.
In altre parole, due dei massimi esperti in materia di bot, RTA e altri sistemi di cheating di poker online. La chiacchierata è lunga e interessante e copre diversi aspetti di questi sistemi fraudolenti.
Oggi vediamo un dettaglio più approfondito di come funzionano i bot del poker online, e come si differenziano dal nostro immaginario.
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L’evoluzione dei bot
John Andress:
Prima di tutto bisogna differenziare i problemi. Da quando ho iniziato a giocare io, il problema è cambiato molto. Magari stai pensando al bot completamente automatizzato dei vecchi tempi, dove il “gold standard” di PokerStars per la sicurezza era quello che chiamiamo “individuazione contestuale“: tracking invasivo nel tuo computer, o tracciamento comportamentale dei click del mouse.
Da quegli anni la tecnologia è andata molto avanti. Pensando a quell’articolo di Bloomberg, di base c’è una grande organizzazione là fuori che fa soldi in questo modo. Investono molte risorse per restare un passo avanti agli altri, in una specie di gioco gatto-contro-topo con l’avanzamento della security.
E non solo cercano di stare avanti ai protocolli sicurezza dell’operatore, ma hanno anche fatto progressi nel loro gameplay. Il modo in cui tradizionalmente la gente vede questi GTO bot non è in effetti ciò che esiste lì fuori oggi.
Meno AI, più… competenza umana
Thanh Tran:
Riguardo all’articolo di Bloomberg che parla di AI avanzate: quella è la faccia di “ricerca” del problema. Le soluzioni pratiche sono abbastanza diverse.
Non credo siano molto guidate dall’intelligenza artificiale. Hanno i solver e soluzioni precompilate per alcuni giochi, ma il fatto è che usare i solver non è molto scalabile, se pensi a tutti i formati di giochi differenti.
Quindi, c’è molto codice manuale, fatto lavorando con poker player esperti. Quella parte è in realtà molto importante. Quando John parla dei diversi profili di bot che esistono, intende bot creati con diverse regole: farli giocare con alti VPIP, PFR, AF preflop… ma non sono intelligenti come puoi pensare. Non è questa AI oscura che fa tutta la magia.
C’è molto codice manuale ed esperienza umana nella costruzione di un bot, ma si sono evoluti per quasi 10 anni ora, quindi non direi che la loro tecnologia sia molto avanzata, ma visto che ci sono molti soldi in questo business, c’è molto lavoro che è stato messo nella configurazione manuale.
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Mass Data Analysis, “Nemmeno vicini alla GTO”
John Andress:
Il modo in cui la poker community percepisce questi bot è che sono settati in stile GTO. Quando usi un solver, il tuo obiettivo è risolvere l’Equilibrio di Nash, il loro obiettivo è fare il massimo profit possibile contro qualunque specifico pool di giocatori prendano di mira. Quindi l’approccio è più verso il Mass Data Analysis e l’exploit del pool di giocatori.
Thanh Tran:
La cosa divertente è che quando guardi questi profili di bot, non sono nemmeno vicini alla GTO.
Per spiegarlo in termini più digeribili, i bot vengono creati per applicare una strategia che possa exploitare un certo pool di giocatori.
Mass Data Analysis significa scaricare una gran quantità di hand history di un certo field (esempio: milioni di mani giocate al NL50 di una poker room), analizzare le tendenze del field e trovare le contromisure più efficaci.
Così i bot vengono settati per sconfiggere il giocatore medio di quel livello. Possono perdere contro i giocatori più preparati, perché si tratta comunque di un gioco sbilanciato, ma nel lungo periodo guadagnano contro i giocatori “normali” di quel field.






