Addio Archie Karas, leggenda del gambling

da | Set 30, 2024

Archie Karas gambler poker

Il mondo del poker, del casinò, del gambling in generale, piange la morte di Archie Karas, giocatore d’azzardo che è entrato nella storia del gioco per le sue epiche azioni ai tavoli, capaci di portarlo da $50 a $40.000.000… e poi perdere tutto di nuovo.

A dare la notizia della scomparsa di Archie a 73 anni è stato il portale PokerNews, e non stiamo trovando ulteriori dettagli o fonti. Nell’attesa di aggiornamenti, vogliamo ricordare la sua leggenda in questo articolo.

 

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Un bell’approfondimento su Archie Karas lo avevamo dato in questo articolo, dove era lui stesso a raccontare episodi della sua vita e darci la sua visione delle cose. Lì abbiamo visto un gambler aver vinto e perso decine di milioni di dollari e, semplicemente, accettarlo.

E nello stesso video spiegava che questi up and down dovuti alla pressione del gioco sono sfociati in un aneurisma diagnosticato qualche anno fa. Non sappiamo se ci possa essere una correlazione con la sua morte.

Da $50 a $40 milioni

La leggenda di Karas risale al lontano 1992 per quella che è stata battezzata “The Run”, una delle escalation più clamorose della storia del gioco d’azzardo.

Si dice che Karas, all’anagrafe Anargyros Karabourniotis, si sarebbe presentato a Las Vegas con soli $50 in tasca e nel giro di un paio di settimane (secondo alcuni addirittura un solo giorno) li avesse trasformati in 40 milioni di dollari. Ecco perché era uno dei più grandi gambler di sempre.

La realtà, ha rivelato Archie, non era proprio in linea con le voci che si sono alimentate negli anni. È vero che aveva soltanto 50 dollari, ma tra gambler ci si prestava sempre soldi. E poi il tempo passato per arrivare ai milioni è stato di circa tre anni, e la cifra esatta non è mai stata rilevata. Sibillina la frase:

“Avevo fatto 18 milioni, poi sono diventati molti di più, ma non ne voglio parlare”

La carriera di Karas è esattamente “From zero to hero” e “dalle stelle alle stalle” in rapida sequenza. Nato in Grecia, cresciuto in povertà, è riuscito a trovare il successo nel gambling, vincere cifre che tutti sognano, e poi perdere tutto. Si narra che abbia perso più di 30 milioni in tre settimane.

 

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Dal biliardo al poker contro i migliori al mondo

Le prime vincite, Karas le trovò giocando a pool e poi costruito un bankroll dignitoso decise di scommetterle a poker.

A detta sua riuscì ad accumulare un bankroll di 2 milioni nei primi anni 90. Sono state riportate vincite milionarie contro alcune icone della storia del poker, come Chip Reese e Stu Ungar.

Anzi, a dirla tutta sembrerebbe che Archie avesse asfaltato tutte le vecchie glorie, a partire da Ungar, passando per Puggy Pearson, Johnny Chan, Johnny Moss. L’unico capace di tenergli testa fu Doyle Brunson.

Ci aspettiamo ovviamente che siano risultati molto run dependant, soprattutto considerando che Doyle non ha mai lodato molto lo stile di gioco di Karas, per usare un eufemismo. Sembra che Brunson e Reese dessero addirittura un handicap a Karas per tenerlo al tavolo!

Dopo aver perso tutto e ricreato un bankroll, Archie finì per sfidare un certo Mr. X all’Horseshoe, e si riportano vincite per 7 milioni di dollari in pochi mesi. 

Il declino

Così come resta un alone di mistero sulle sue vincite, rimane tale anche per le sue perdite, che si sa essere ingenti. Anzi, totali.

Archie nel 1995 perse decine di milioni di dollari, di cui almeno un paio ai tavoli da poker (a detta di Chip Reese), e tutto il resto ai tavoli di dadi e baccarat.

Rimasto con – parrebbe – 12 milioni, riuscì a raddoppiarli in una serie di HU da $1.000.000 contro Chan e Lyle Berman, ma poi li riperse nella stessa sede. Una gestione del roll poco accurata.

Ci furono altri fuochi di paglia per cifre astronomiche, che ritornarono sempre ai casinò. Nel 2014 Karas venne pizzicato a barare al blackjack in un casinò di San Diego, venne bannato dai casinò e punito con una multa e la libertà vigilata.

Archie Karas parla di sè

Riproponiamo l’intervista a Karas, dove racconta la sua storia in prima persona.

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