Chi guadagna di più tra un player mediamente preparato ma che gioca in modo costante, e un pro che non ha mai voglia di sedersi al tavolo?
La risposta è scontata, ed evidenzia l’importanza della motivazione quando si parla di poker, che sia per lo studio o per il gioco stesso o altro ancora, ma anche quando si parla di qualunque contesto della propria vita.
Alec Torelli, giocatore che ha affrontato i tavoli più alti al mondo e che ha sempre prestato molta attenzione al mental game, ha trovato la formula segreta della motivazione. L’ha condivisa sul suo canale YouTube e noi la riportiamo al popolo di Grinderlab!
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Adottare il nuovo
Voglio condividere un concetto che mi ha davvero aiutato nella vita da quando l’ho implementato, ma è un po’ in antitesi con il modo in cui tipicamente pensiamo alle cose.
Ho notato il funzionamento anche sui miei clienti. Io cerco di capire la loro situazione e li aiuto a sviluppare un piano per ottenere i loro obiettivi, e spesso si tratta di qualcosa sull’adottare un nuovo mindset, una nuova abitudine, pratica, routine, o uno stile di vita. Implementare qualcosa che li aiuti a raggiungere il loro risultato desiderato.
L’altro giorno ho proposto un questionario su X, ed è emerso che il 65%-70% dei giocatori non ha mai risolto nemmeno uno spot con un solver. Ovviamente questo è uno dei modi per migliorare a poker, salire gli stake, aumentare i guadagni, vincere un braccialetto o qualunque sia l’obiettivo.
Questo si può applicare in ogni contesto della vita, ma ovviamente è ideale nello spazio-poker.
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Il problema della motivazione
Il concetto è questo: quando chiedo ai giocatori perché non hanno mai usato un solver, o perché non si tengono in forma per avere un pensiero più chiaro quando giocano, o perché non meditano, spesso mi rispondono che hanno un qualche tipo di carenza di motivazione. Non sono abbastanza motivati e sentono un attrito nell’iniziare cose nuove.
Passare da 0 a 1, quando vuoi implementare qualcosa di nuovo nella tua vita, è la parte più difficile.
Diciamo che voglio imparare a suonare la chitarra, e soffro perché ho l’immagine di poter suonare i Green Day ma non ci riesco. Quindi tutta la strada tra il punto in cui sono fino a quando sarò in grado di suonare i Green Day farà schifo.
E di solito ci vorranno 2-3 mesi, così come per imparare una lingua, rimettersi in forma (le prime settimane non vedi troppi risultati e ti senti uno straccio) e anche runnare sim su un solver. Non sai cosa stai facendo, come dare alla cosa un senso, e probabilmente peggiori perché cerchi di memorizzare un pattern dal solver e non impari come implementarlo.
Il dolore della crescita di passare da 0 a 1, spesso è il motivo per cui la gente non inizia a fare le cose. L’ho notato sulla mia vita e probabilmente è lo stesso per te.
Sembra che la gente aspetti di avere motivazione per fare qualcosa. Però la motivazione non arriva perché si fa troppa fatica quando si inizia a prendere una nuova abitudine o mindset, anche se lo vuoi e sai che ti darà migliori risultati. Tutte le cose di cui abbiamo parlato migliorano la tua vita, la tua felicità o il tuo benessere in qualche modo: meditare, allenarsi, usare un solver, suonare la chitarra, imparare una lingua.
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L’azione precede la motivazione
Così ho realizzato che in realtà l’azione precede la motivazione. Ho iniziato a imparare la chitarra da un paio di mesi, e ora posso – un po’ male – suonare una canzone. Ma ora sono davvero motivato a continuare a imparare, ho superato quella collina e ora riesco a vedere la fine del tunnel.
Lo stesso quando ho imparato l’italiano: i primi due mesi facevano schifo, ma quando sono andato in Italia e riuscivo a parlare e connettermi con le persone, superare l’attrito iniziale mi ha dato davvero tanta motivazione.
Anche quando fai allenamento e inizi a vedere la forma del tuo corpo cambiare, riesci a correre più veloce, raggiungi obiettivi, inizi a essere davvero motivato. La maggior parte delle persone non arriva a questo punto.
La chiave è capire che l’azione è ciò che precede la motivazione. La motivazione non arriva prima.
Tanti aspettano di essere motivati per iniziare a fare cose, ma c’è un periodo di forza bruta che devi attraversare: metterti in gioco anche se non te la senti. Ti fa sentire strano, perché a volte non ho voglia di suonare, ma ogni giorno mi obbligo a stare mezz’ora – un’ora a imparare e suonare.
Se vuoi concludere le cose, muoverti in avanti, devi iniziare con l’azione finché arriva la motivazione.
E questo succede di solito quando cominci a ottenere feedback positivi, al posto di quelli negativi.






