In Italia il tema della pubblicità del gioco legale tiene banco dalla approvazione dell’ormai famoso Decreto Dignità , che vieta ogni tipo di messaggio pubblicitario riguardante possibili vincite in denaro.
Col tempo si è capito che il divieto di pubblicità del gioco legale va a beneficio soprattutto della offerta illegale di gioco. Per questo, probabilmente, il Decreto Dignità è oggi al capolinea.
C’è però stato un tempo in cui era lo Stato stesso a voler pubblicizzare l’offerta legale di gioco, ma con esiti a dir poco fallimentari.
Il dvd galeotto
A ricordare il fatto è stato Gianfranco Preverino in una ospitata al canale YouTube Jack Nobile. Parlando dei giochi d’azzardo e di offerta legale e illegale di gioco, l’esperto di bari ha ricordato una campagna pubblicitaria dei Monopoli da ‘eterogenesi dei fini’.
Dal controllo che abbiamo fatto, dovrebbe rispondere al nome di ‘Giovani e gioco’ e risalire al 2012.
Tempo fa c’era stato un dvd che doveva essere distribuito nelle scuole da parte di quei soggetti che gestiscono il gioco d’azzardo assieme allo Stato, mi pare fossero i Monopoli. Il dvd doveva servire per prevenire il gioco d’azzardo ma in realtà serviva per invogliare i giovani a giocare. Infatti fu ritirato, le associazioni di categoria protestarono. In quel dvd lì c’erano delle cose allucinanti.
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Messaggi equivoci
Il dvd che doveva essere distribuito nelle scuole faceva sì una distinzione tra legale e illegale ma rappresentava una vera e propria istigazione al gioco. Prosegue il racconto Preverino:
Viene preso un ragazzo gli si dice ‘guarda che quello importante è il gioco legale eh, non il gioco illegale che magari è gestito dalla criminalità . Che è vero, c’è il gioco illegale che è gestito dalla criminalità , ma se ti rovini col gioco legale allora va bene?
Non contemplare il non-gioco
Il prestigiatore torinese parla di una vera e propria apoteosi finale quasi da barzelletta.
A un certo punto venivano anche stilati dei profili di giocatori. A quello che diceva di giocare gli si diceva ‘no guarda non giocare che ti rovini’. Quello che diceva ‘gioco una volta ogni tanto, non di più’ veniva lodato: ‘Eh bravo, poco non fa male’, come il veleno. Quello che diceva di non giocare invece veniva cazziato e trattato come uno sfigato: ‘Ma sei un bacchettone!’. E cosa ancora più incredibile, si concludeva con una vignetta finale in cui il ragazzo doveva scegliere tra giocare legalmente o giocare illegalmente. La terza via, non giocare, non era neanche contemplata.
La constatazione finale di Preverino è amara:
E comunque il gioco legale per quanto sia legale introduce la gente al gioco d’azzardo che poi finisce anche in quello illegale. Il gioco legale diventa comunque una porta d’accesso, un volano al gioco illegale.
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Giochi di azzardo vs di abilitÃ
Si potrebbe fare una lunga lista delle cose che non vanno nell’episodio raccontato da Preverino, a iniziare dallo spreco di denaro pubblico.
La cosa che più dobbiamo sottolineare è però la mancata distinzione tra giochi di abilità e giochi di azzardo. Il cambiamento culturale necessario in Italia, per far sì che il poker non sia più visto alla stregua di giochi da banco e slot machine, passa soprattutto da qui.
Tanto più che con i dovuti distinguo, in modalità torneo anche qui in Italia il poker è riconosciuto come un gioco di abilità .







