Intervista a Gabriele “Galb” Lepore tra coaching e nuove prospettive

da | Ott 22, 2025

gabriele lepore galb intervista

Tra i vari grandi protagonisti del poker italiano che abbiamo incontrato all’EPT Barcellona, uno dei posti d’onore lo merita sicuramente Gabriele “Galb83” Lepore.

Uno dei volti più famosi del poker azzurro da quasi due decenni, ci ha regalato questa intervista in cui parla di sé, dei suoi progetti e ricordi, ma anche di un punto di vista molto autorevole sull’industria del poker attuale.

Come al solito, di seguito c’è la trascrizione completa dell’intervista. Per vederla in video, puoi cliccare qui e andare in fondo all’articolo!

 

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Il passato recente di Gabriele Lepore

Nel periodo tra il 2020 e il 2022, come sapete tutti, c’è stato il Covid, quindi molti tornei sono saltati. Io già da sei mesi mi ero un po’ fermato, sia online che live. Poi, negli anni successivi, non ho avuto praticamente voglia di fare tornei live — o tempo — perché sono stato impegnato in altre cose.

In più, finita la seconda ondata della pandemia, sono stato pure, sinceramente, un po’ male psicologicamente. Quindi ho staccato da tutto quello che stavo facendo, non solo dal poker.

Il Galb di oggi

Il Galb di oggi si occupa di coaching di poker. Seguo tantissimi ragazzi a vari livelli, insieme ad altri giocatori molto preparati, molti di questi poi sono stati formati da noi in passato.

Oltre a questo, da un anno e mezzo mi sono rimesso a giocare, perché mi è ritornata la voglia. È un classico nella mia carriera: oramai, essendo un “vecchio” del poker, ogni tanto mi stufo e mi prendo delle pause.

Il poker, soprattutto quando si grinda, è uno stress non indifferente — soprattutto se è collegato al guadagnare soldi per vivere. Finché uno lo fa per hobby o per arrotondare, sicuramente lo stress diventa minore. Ma se diventa una delle fonti principali di reddito, sicuramente il poker diventa molto stressante.

Ogni tanto ho bisogno di fermarmi, diciamo riguadagnare una serenità mentale, e poi, a un certo punto, mi sveglio la mattina con una voglia di giocare come se non avessi mai giocato. E lì è il momento che mi rimetto sotto.

Progetti off-poker

Sono ancora un giocatore di poker, però la vita non è solo poker. Ho provato e provo a fare altre cose a livello imprenditoriale. A volte, invece, dedico tempo a cose che non sono direttamente collegate al guadagno, ma più a passioni o interessi personali.

In tutti gli sport ci sono carriere professionistiche limitate dall’età. Il poker invece non ha un limite: non si invecchia davvero. Certo, giocare a 20 anni non è come a 40, ma la preparazione fisica necessaria è minima. Il vero peso lo ha la parte psicologica.

Quindi sì, sono un giocatore di poker e probabilmente lo sarò sempre. Nel frattempo magari farò tante altre cose, ma il poker rimane una delle mie passioni e sicuramente una di quelle a cui ho dedicato più tempo.

Oltretutto, per quanto il field si evolva costantemente, non ci si dimentica mai come si gioca a poker. Quello che va recuperato, quando si smette e poi si ricomincia, è la sensibilità con il field, perché le persone mediamente giocano in maniera diversa nel passare degli anni. Ci sono dei cicli che, per mia esperienza, durano tre o quattro anni.

 

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Team di coaching e il rapporto con Camosh

Sì, seguiamo moltissimi giocatori. Molti di quelli che vedete arrivare nei tornei live o online li abbiamo formati o li stiamo ancora formando noi.

Con Enrico ci conosciamo da sempre — da quando esiste lui, praticamente, nel panorama pokeristico. Ci giocavo su Sisal ai tempi, quando aveva 18 anni: l’ho incontrato per la prima volta a Venezia, mi ha riconosciuto per strada e ci siamo fermati a parlare.

Col tempo abbiamo intessuto un rapporto di amicizia, e ho notato subito che era un fenomeno. Poi, a livello professionale, abbiamo collaborato in ottica di coaching e continuiamo a confrontarci. Oramai sono io che ascolto quello che dice lui, chiaramente.

Rapporto con la GTO

La GTO è uno dei pezzi che bisogna imparare per ottenere un poker di massimo livello. Non si può pensare di ignorarla: è la base matematica, quello a cui aggrapparsi quando non si hanno informazioni più importanti sui giocatori.

Quando ho iniziato io, non esistevano i programmi GTO. Le considerazioni che oggi si possono ottenere con relativamente poco sforzo, prima richiedevano tantissimo tempo di studio.

Quindi oggi chi si approccia al poker professionalmente, se ha buone basi e un buon cervello, con GTOWizard e i solver ha la strada facilitata, sicuramente in termini di tempo. Si può accorciare il periodo di apprendimento iniziale.

Poi, ripeto, è una parte. Sapere cosa avrebbe fatto il solver in un field di gente che non sa bene nemmeno le regole ha un’importanza secondaria. Oppure sapere cosa fare contro un determinato range, ma non sapere attribuire un range all’avversario, è inutile.

È come se uno, non lo so, fa di lavoro le finestre ed è il migliore “finestraio” del mondo, e poi non è in grado di prendere le misure. Può può essere bravo quanto vuole a fare le finestre, ma se poi le misure sono sbagliate, le finestre usciranno sempre sbagliate di conseguenza.

Evoluzione del mercato italiano

È difficile fare previsioni, l’unica cosa di cui sono abbastanza convinto che il mercato italiano cambierà parecchio.

Il modo in cui sono state riorganizzate le licenze, l’ingresso di Flutter nel mercato di prepotenza mi fa pensare che ci saranno dei cambiamenti. Anche gli altri concessionari, credo, faranno scelte diverse e probabilmente ci sarà più “azione”, come si dice nel mondo del poker.

 

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Futuro del poker in Italia

Mi sembra una cosa in divenendo. Qualcosa sta succedendo, e alcune cose le abbiamo già notate.

PokerStars, ad esempio, ha deciso di ricominciare a investire con i tornei in Italia, a Campione. I tornei di PokerStars mancavano in Italia da 7-8 anni penso. Il fatto che il leader del mercato mondiale decida di organizzare tornei mi fa pensare che ci sia di nuovo interesse.

Abbiamo visto che durante il periodo del Covid c’è stata un’impennata del traffico: è come se ci fossero molti più appassionati “dormienti”, che magari potrebbero essere risvegliati da un push mediatico o da un rinnovato interesse.

Il poker si evolve, come tante altre cose. Oggi esistono nuove tipologie che una volta non esistevano — come gli Spin & Go — che è molto più facile e abbordabile.

Top 3 della carriera

Non è facile dirlo. Nella vita mi sono annoiato veramente poco. Posso dire quello che probabilmente gli altri pensano che siano stati degli avvenimenti molto importanti.

Sicuramente la tripletta che feci a Venezia — tre tornei vinti di fila — fu qualcosa di veramente incredibile dal punto di vista statistico. Poi ricordo il tavolo finale a Praga, all’EPT (in realtà un PokerStars Players Championship quell’anno).

La terza… non te la so dire. Forse la prossima volta che faccio un bel colpo.

Cosa ami oggi del poker

Mi piace che è un gioco sociale: si conosce tanta gente. Ed è anche un ottimo banco di prova per capire come funziona la natura umana. Dal modo in cui le persone giocano, capisci molto della loro personalità.

Penso di aver imparato tanto dal poker.

Progetti futuri (Spoiler alert)

È una cosa che sto pensando da qualche mese. Oltre a voler continuare a giocare, vorrei fare… qualcosa di nuovo, di diverso, rivolto a chi ha intenzione di intraprendere un percorso nel live.

Vedo tanti giovani molto bravi e preparati, ma una delle cose più difficili nel poker è sopravvivere. Da giovani è facile commettere errori di gestione: andare in discoteca la sera prima di un torneo, o peggio, non gestire bene il bankroll.

Vorrei dare qualcosa in più, che permetta ai nuovi giocatori di avere carriere più durature… e meno problemi. Mettiamola così.

L’intervista video a Gabriele “Galb83” Lepore

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