Poker Italia 2020: dalla tv generalista a Twitch, ecco come è cambiato il modo di seguire il poker da casa

Nov 26, 2020

Erano le 23.10 del 26 febbraio 2010 quando lo storico canale televisivo dedicato al poker in Italia, PokerItalia24, apriva i battenti.

Parliamo ovviamente degli anni d’oro del poker, quando il ‘punto it’ era agli albori e il Texas Hold’em cominciava a diffondersi a macchia d’olio anche lungo lo stivale.

Un periodo in cui le strategie di gioco tutto potevano essere fuorché GTO, visto che non esistevano nemmeno i software che adoperiamo oggi per capire quale fosse la scelta migliore da fare nel lungo periodo in una determinata circostanza.

C’era talmente tanta confusione che uno come Filippo Candio poteva permettersi di dire in giro di aver inventato “il sistemone” per arrivare con alte probabilità in fondo ai tornei…

 

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Quando il poker si imparava in TV

Dopo aver trasmesso in chiaro il tavolo finale del Main Event delle World Series Of Poker, quello nel quale il nostro Filippo ha raggiunto il 4°posto, il nuovo anno (il 2011) si apre con una delle trasmissioni più apprezzate dagli appassionati delle due carte: “Come Giochi?

Con Andrea Dato, Jackson Genovesi e Flavio Ferrari Zumbini a vestire i panni del coach e una Diletta Leotta a fare la presentatrice con qualche polimero in meno, per la prima volta si spiegano alle masse delle situazioni di gioco passando per i ragionamenti di alcuni tra i professionisti italiani più vincenti in quegli anni.

Il livello medio dei concorrenti rispecchiava esattamente la situazione ai tavoli da gioco: tantissimi amatori che ancora non avevano ben compreso le varie situazioni e una piccola percentuale di giocatori più audaci e preparati che, tra intuizione, talento e buon senso, riuscivano a spuntarla ai tavoli.

Ecco la prima puntata assoluta di “Come Giochi?” per i più nostalgici:

 

PI24 chiude i battenti, si apre una nuova era

Il punto principale è che nessuno si sarebbe mai aspettato un’evoluzione del gioco di tali proporzioni.

I libri non bastano più e diventano vecchi ancor prima di comprarli, il mercato cambia pelle e l’era delle sponsorizzazioni giunge al capolinea.

Per vincere a poker non basta più il braccio e una buona dose d’esperienza, bisogna studiare come mai prima d’ora e i testi sul poker lasciano spazio ai programmi di calcolo.

 

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E’ una guerra senza sosta tra chi riesce a “risolvere” nel modo migliore più situazioni possibili e, rispetto al passato, le informazioni reperibili in rete aumentano esponenzialmente.

E’ in questo segmento temporale che spuntano i primi streamer, seguendo le orme di quanto fatto da tanti altri gamer in diverse discipline: giocatori vincenti con spiccate doti comunicative che intrattengono per ore centinaia di seguaci.

Jason Sommerville è tra i primi a dare così tanto nell’occhio da meritarsi una sponsorship da PokerStars, un evento in completa controtendenza con quanto stava accadendo in quegli anni.

Come lui Jaime Staples, Parker Talbot (meglio noto come “tokaaaap”) e tanti altri.

Da Twitch ai podcast

Una volta scoperchiato il vaso di Twitch, in tanti cercano di emulare le gesta dei migliori e si mettono a giocare e streamare.

Recentemente abbiamo avuto ospite ai nostri microfoni Mattia yowatchmewinFesta, uno dei più seguiti al momento- QUI L’INTERVISTA VIDEO – così come Simone Speranza che ha addirittura tirato su una scuola di coaching. – CLICCA QUI PER APPROFONDIRE

Chi più chi meno insomma, cerca di ritagliarsi un piccolo spazio nel web ed è così che alcuni giocatori provano a inventarsi presentatori.

Qualcuno ci riesce alla grande, come nel caso di Jeff Gross, che al momento conduce uno dei podcast più seguiti dagli appassionati, così come Doug Polk, Joe Ingram o personaggi come Charlie Carrel, che tra challenge e storie di vita non si fa troppi problemi a condividere la sua sfera privata.

Per concludere, cambiano i mezzi ma il fine è sempre lo stesso: intrattenersi e (possibilmente) imparare qualcosa di utile.

La nostra convinzione è che, per quanto siano stati amati a suo tempo, canali come PI24 abbiamo fatto il loro tempo: invece di rimpiangere quel che non c’è più diamoci uno sguardo attorno, di roba cui attingere ce n’è fin troppa!

Se ti sei perso la nostra intervista video a Tommaso Briotti, DAI UNO SGUARDO QUI

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