Polk vs. Negreanu era un 7 contro 4? Il ruolo dei team nella challenge

Mar 4, 2021

Polk vs. Negreanu era un 7 contro 4? Il ruolo dei team nella challenge

La challenge tra Doug Polk e Daniel Negreanu è stata una delle vicende più interessanti del 2020/2021, ma lo sapevate che alle spalle dei due pro c’erano dei team che si occupavano di raccogliere dati, analizzare e studiare?

Non smetteremo mai di dirvi quanto sono importanti studio e analisi nel mondo del poker.

Per crescere e migliorare come giocatore è necessario passare ore ad analizzare il proprio gioco, ma anche quello dei principali avversari in modo da trovarne i punti deboli e come utilizzarli per trarne profitto.

 

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Quando incontriamo più spesso qualche avversario in particolare, è bene ricordare che anche quest’ultimo con tutta probabilità sta cercando i nostri punti deboli, e adatterà il suo gioco alle nostre tendenze nel tentativo di proteggere le sue debolezze e approfittare delle nostre.

Questo discorso è ancora più vero quando gli stakes si fanno più alti, e ancor di più se stiamo giocando assiduamente contro lo stesso avversario. Figuratevi cosa non è successo quindi nella challenge Polk – Negreanu?

Per prepararsi al duello, i due pro hanno addirittura assoldato un team di coach che li aiutasse nella preparazione agli scontri. Ecco come:

 

Team Polk

Doug Polk è senz’ombra di dubbio uno dei migliori giocatori degli ultimi tempi, ma anche lui per avere più possibilità nella sfida ha lavorato sodo nello studio del suo avversario, e non è stato da solo.

Come riporta il portale uspoker.com, Polk ha dichiarato: “Sono molto contento di aver speso così tanto tempo nella preparazione, e ho notato che mi ha aiutato immensamente”

Due giocatori alle spalle di Polk, hanno analizzato il gioco di Negreanu e creato una strategia completa per affrontarlo, aiutandosi con un poker solver in cui continuavano a far correre simulazioni.

Altri due del team hanno aiutato Polk a creare dei range basati su tutte le diverse size usate da Daniel, mentre un terzo team di persone ha continuato durante tutto il corso della challenge a raccogliere dati e stilare statistiche su ogni singola mossa dell’avversario.

Il team, definito da Polk stesso “Alcune delle più grandi menti del poker“, ha poi testato il tutto con un gran numero di simulazioni, incrociando le varie size e i vari range. Durante la challenge ha tenuto a bada Polk, ricordandogli di foldare di più, e ha continuato a cercare sempre risposte ad ogni aggiustamento di Negreanu.

 

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Team Negreanu

Al termine della challenge, Polk si è (a sorpresa) complimentato con il gioco espresso da Daniel Negreanu, definendolo un giocatore che potrebbe vincere contro chiunque non sia un vero pro di Heads-Up. Ha fatto buoni call, bei bluff e ha saputo reagire bene in molte situazioni complesse.

Che Negreanu non sia l’ultimo arrivato lo sapevamo tutti, ma anche qui c’è stato lo zampino di un impegnativo lavoro di squadra.

Un team di due persone ha coachato Daniel per la sfida fino anche a 6 ore al giorno, sempre stando all’articolo di uspoker.com, e una terza persona l’ha accompagnato nel processo di apprendimento aiutandolo a limare i dettagli della strategia.

Questa crew, che Phil Hellmuth ha definito geniale, ha utilizzato a sua volta software di GTO per analizzare le scelte ottimali, eseguire simulazioni sulle mani giocate da DNegs, e utilizzare i risultati per elaborare nuove strategie.

“Il gioco è più complesso ai massimi livelli, e il bagaglio di skill per diventare un grande giocatore di poker è cambiato. È meno incentrato sul talento e più sull’etica del lavoro e dello studio, quando si parla di poker online. Penso che il live sia per lo più al sicuro dall’essere completamente raggiunto.”

 


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