Sean Perry, il “villain” del poker high stakes

Nov 6, 2021

sean perry

Chi è Sean Perry? A questa domanda risponde nei dettagli HighStakesDB, che traccia un buon profilo del figlio del pro Ralph Perry, senza tralasciare le illazioni e le accuse sul suo conto, che lo identificano come personaggio poco gradito nel panorama high stakes. 

Comunque, nulla di ciò ha a che fare con le sue skills, e che sia apprezzato o no dalla community, sembrerebbe che Sean Perry sia lì per restare… 

 

Chi è Sean Perry

Come detto Sean è figlio d’arte, erede di Ralph Perry, poker pro di origine russa con quasi 3 milioni di vincite, e vincitore di un braccialetto WSOP.

Sean è nato nel 1996, e ha passato la sua giovinezza a osservare suo padre che giocava a poker online, e a discutere con lui sulle mani, sulla psicologia eccetera.

La sua prima vittoria risale a prima ancora che avesse l’età legale per giocare: quando gli organizzatori rifiutarono la sua iscrizione, la madre insistette dicendo che essendo un torneo per beneficenza avrebbe potuto giocare senza problemi.

L’organizzazione approvò la contestazione, e gli permisero di iscriversi al buy-in ridotto da $100 a $25, supponendo che non avrebbe potuto fare deep run. Alla fine Sean finì in heads-up proprio contro sua madre, e quando vinse cedette il premio ai suoi genitori per San Valentino.

 

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Il suo primo risultato ufficiale risale al 2017, con un ITM al Seminhole Hard Rock, e nel dicembre dello stesso anno arrivò 4° al Main Event WPT di Las Vegas, incassando mezzo milione di dollari.

In questi quattro anni Sean ha collezionato vittorie per oltre 4 milioni, con l’apice del suo exploit in questo 2021, dove si sprecano davvero i risultati ottenuti al PokerGO Tour, la serie di tornei da buy-in minimo $10.000 contro avversari tra i più forti del mondo, come Daniel Negreanu che ha partecipato alla serie con forte impegno.

Se non fosse stato per avversari come Ali Imsirovic e Micheal Addamo, sarebbe senza dubbio il protagonista di questa edizione.

 

Le critiche e le accuse

Come riporta HighstakesDB, Sean Perry si è creato una fama da villain, il “cattivo” dei film, nel mondo del poker.

Le prime critiche arrivano dai suoi discorsi al tavolo verde, in cui vanta vittorie a 7 cifre al baccarat, tanto da dire, una volta bustato, che avrebbe recuperato facilmente ai tavoli di baccarat.

Poi ha raccontato una storia di quando prese una multa per eccesso di velocità sulla corsia di emergenza per arrivare puntuale al $25.000 High Roller e non dover pagare la fee sulla late registration.

Tom Dwan è stato il primo a criticare questa idea, domandandosi se avesse senso rischiare la vita (anche quella altrui, aggiungeremmo), per un torneo di poker. 

 

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L’apice delle maldicenze nei suoi confronti però arriva da Daniel Colman, giocatore che non ha mai avuto peli sulla lingua, che su Twitter ha apertamente espresso il dubbio che Sean possa essere uno scammer.

“C’è un’altissima probabilità che Sean Perry mi abbia scammato per milioni di dollari scommettendo sui Daily Fantasy Sports”

In poche parole, Colman sosteneva che Perry fosse in effetti in controllo dei teoricamente casuali draft dei giocatori.

Come conclude lo stesso articolo di HSDB, “Nonostante l’impopolarità che può avere con qualche pro della scena, Perry si sta trasformando in uno dei professionisti eterni davanti ai nostri occhi. Tenetelo d’occhio durante il PokerGO Tour e le World Series Of Poker”. Ed è proprio ciò che faremo.


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Photo credits: CardPlayer

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