Non il solito sonno: dentro i meccanismi cerebrali che decidono il tuo A‑Game

da | Nov 12, 2025

dormire sonno poker

“Spendiamo migliaia di ore a studiare solver, range e tendenze degli avversari, ma il singolo strumento più potente per migliorare il processo decisionale e la regolazione emozionale è il sonno.”

Queste sono le parole di Alan Longo, psicologo specializzato in High Performance con cinque anni di coaching per poker player high stakes, che ha spiegato su Poker.org le ragioni neurologiche dell’importanza di una buona dormita.

Psicologicamente, il sonno non è una pausa, ma uno stato attivo di consolidamento e riparazione neurologica, imprescindibile per chiunque debba competere in un ambiente di alto livello cognitivo ed emozionale come è il poker.

Abbiamo già affrontato anche su queste pagine l’importanza del sonno, ma Alan Longo fa un passo più in là spiegando precisamente cosa succede quando si dorme e il prezzo di un deficit di sonno.

 

RoomBonusVisita
300% fino a 1.200€
fino a 1.111€
100% fino a 500€

 

Ritmo circadiano

Il ritmo circadiano è l’orologio interno di circa 24 ore che si trova in una zona cerebrale chiamata nucleo soprachiasmatico. In breve, dice al cervello quando essere attivo e quando rilassarsi.

Nel poker questo ritmo detta gli alti e bassi dello stato di allerta. Giocare un torneo a orari contrari al proprio orologio interno significa combattere la propria biologia, e avere capacità cognitiva ridotta di base, anche prima dell’affaticamento vero e proprio.

 

Il conto alla rovescia chimico

L’adenosina è una molecola che si accumula nel cervello mentre si rimane svegli. Più se ne trova, più ci si sente assonnati. Di fatto, agisce come un timer per andare a dormire.

Nel poker il suo impatto è conosciuto come “mental fog“, quando non ci si sente pienamente lucidi dopo ore di gioco. Troppa adenosina rallenta direttamente la comunicazione neurale, annebbia il pensiero, riduce il tempo di reazione e rende più complicate le decisioni complesse.

 

L’attivazione

La melatonina, contrariamente a quanto si pensi, non è un induttore di sonno, ma “l’ormone dell’oscurità“. Un segnale innescato dalla bassa luce che dice al cervello che è il momento di prepararsi a dormire.

La luce dei monitor a tarda notte e la luce blu sparata negli occhi sopprime la produzione di melatonina. La mente si convince che sia giorno, e rende più difficile addormentarsi, anche quando il corpo è stanco e l’adenosina è alle stelle.

 

RoomBonusVisita
casinò Goldbet100% fino a 300€
fino a 1.111€
100% fino a 500€

 

Sonno NREM

I più conosceranno la famosa “fase REM”, Rapid Eye Movement, ma esiste anche la sua contraria NREM, Non-REM. È la fase del sonno più rigenerante, in particolare nella fase 3. Qui il sistema glinfatico è attivissimo, e pulisce i sottoprodotti del metabolismo, tra cui l’adenosina. Insomma, pulisce il cervello ed è anche essenziale per consolidare fatti, immagini e strategie.

Quindi, nel poker, è importantissima per portare i concetti appresi nella memoria a lungo termine in modo completo. Senza questa fase di sonno, la maggior parte dello studio è sprecata.

 

Sonno REM

La fase REM è il momento di alta attività cerebrale, quella associata ai sogni. Critica per la gestione delle emozioni, aiuta a rimuovere la carica emotiva dai ricordi difficili per poterci lavorare senza sensazioni troppo intense.

In questa fase, il cervello impara a unire concetti separati e integrare abilità procedurali complesse. In altre parole, si crea il “come fare”.

Nel poker una fase REM sufficientemente buona è ciò che ti permette di giocare il tuo A-Game il giorno seguente, senza trascinare la frustrazione della sessione precedente.

 

RoomBonusVisita
MarathonbetFino a 2.000€ di REAL BONUS
Poker room Starvegas1.000 Free Spin + 7.000€ di Bonus SPID
Poker room Betpassion.itRakeback giornaliera dal 45%

 

L’impatto di giocare a poker in debito di sonno

Corteccia prefrontale indebolita

Una deprivazione del sonno sbilancia la funzione della corteccia prefrontale, responsabile di logica, ragionamento, e funzione esecutiva.

Diventa più difficile pensare a spot complessi multi-street, e aumenta la probabilità di finire con il pilota automatico, fare mosse non ragionate e basate sul feeling.

 

Amigdala iperattiva

Quando la corteccia prefrontale non ha abbastanza risorse, ha difficoltà a regolare l’amigdala, il centro emozionale del cervello.

La conseguenza è tilt e irritabilità. Piccoli fastidi che di solito non importano diventano difficili da ignorare. Così resistere alla frustrazione si rivela più complicato, e la tendenza a rispondere emozionalmente si fa più alta e sproporzionata.

 

Apprendimento e concentrazione compromessi

L’attenzione vacilla, l’abilità di imparare dai propri errori scompare.

Sei più incline a missare tendenze degli avversari, leggere male le texture dei board o commettere semplici errori di calcolo. La tua capacità di mantenere la concentrazione sull’azione s’inceppa.

Inoltre, poiché il cervello fatica a consolidare nuove informazioni senza sonno, non solo giochi peggio nel momento, ma fallisci anche nell’imparare correttamente dalle tue sessioni e nell’integrare efficacemente lo studio.

Entra nella migliore community sul poker

Accedi al gruppo Facebook per confrontarti con centinaia di Grinders e restare aggiornato sulle iniziative di Grinderlab

Potrebbe interessarti anche:

La resilienza come arma contro il tilt

La resilienza come arma contro il tilt

Quando le cose al tavolo da poker proprio non girano a favore, è comune sentirsi prosciugati e frustrati, e questo è il momento in cui la resilienza entra in gioco come fattore decisivo del tuo successo nel lungo termine. Queste sono le parole di Alan Longo, mental...

leggi tutto