Timothy Adams: “In MTT dovresti decisamente check-raisare di più”

da | Mag 29, 2026

Timothy Adams

Timothy Adams è un nome di cui non si parla tanto quanto si dovrebbe, ma è da anni sulla scena MTT high stakes e reputato da molti tra i top player mondiali.

Grazie la nuova collaborazione con Upswing Poker, abbiamo l’occasione di godere di un po’ del suo free-coaching, e allora cominciamo proprio da questa lezione intitolata “Come attaccare dal Big Blind e perché la maggior parte dei giocatori non lo fa” 

 

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Si parla di check-raise da BB, una strategia critica per il tuo winrate, fondamentale per essere difficile da battere e giocare in modo aggressivo. Una cosa che i giocatori high stakes sono bravi a fare in modo costante, mentre i meno esperti non si trovano così a loro agio.

Cosa succede dopo aver difeso il BB

Partiamo dal preflop: quando difendi da BB contro l’open di cutoff, ti troverai con un range estremamente wide (se hai fatto tutto giusto), difendendo mani che nel 2010 sicuramente non avresti giocato. Praticamente foldi solo il peggior 16% delle mani! 

Il CO, sapendo ciò, risponderà teoricamente con c-bet ad alta frequenza, size small e pochissimo check-back. Il vantaggio di range li mette nella posizione di farti giocare in modo difensivo, e accettarlo equivale a fare il loro gioco.

Adam sottolinea: “Se non check-raisi abbastanza, stai rendendo la loro vita facile!” e tendenzialmente il field non si avvicina nemmeno alla frequenza ottimale.

Contro c-bet small la maggioranza chiama troppo spesso e rilancia troppo poco, che è un gran vantaggio per la strategia di oppo che over-realizza la propria equity.

Nel momento in cui check-raisi, per l’avversario non è più così semplice. Ora cutoff deve cominciare a pensare a quali mani continuare, il rangebet non funziona più.

Aggredire da BB è la chiave per forzare il giocatore in posizione a prendere decisioni difficili e cercare compromessi.

 

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Come cambia il tuo range?

Se check-raisi aggressivamente al flop – cosa che probabilmente dovresti fare più di quanto stai facendo ora – stai togliendo mani forti al tuo calling range, indebolendolo.

Arriverai nelle street successive con mani che non suonano proprio buone, tipo second pair, top pair deboli, eccetera, e penserai di dover foldare più spesso.

Adam spiega: “Nella mia esperienza, la popolazione overfolda queste mani, non capendo davvero dove si trovi con il suo range” 

In pratica, dopo aver rimosso le mani forti dal range di call, ora bisogna puntare a capitalizzare sui punti marginali, perché sono diventati una gran parte del range.

Quanto dovrei check-raisare?

Contro c-bet small, secondo il solver il BB check-raisa più di quanto si pensi: circa 20-25% di media su tutti i flop, con alcune texture che vanno anche oltre.

Le mani di valore vanno in fast-play più spesso di quanto si immagini, soprattutto con stack più short: se una mano vuole un pot grande, inizia a buildarlo! 

E poi nel range ci vanno mani che sembrano inadatte a un check-raise, cose come bottom o secondo pair che check-raisano per negare equity e cercare opportunità per ribarellare al turn.

 

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Anche di più per exploit…

Il punto forte è che se in teoria il giocatore IP dovrebbe chiamare abbastanza check-raise, nel mondo reale i giocatori overfoldano in maniera significativa.

L’adattamento è immediato, e come potete immaginare consiste nel check-raisare ancora di più. Se il pool non risponde come vorrebbero gli equilibri, e hai la possibilità di applicare maggiore pressione con tutto il range, è un tuo dovere da poker player!

E al turn cosa faccio?

La parte difficile è trovarsi a proprio agio quando la mano supera il flop, però. Chi supera la zona di confort e inizia a check-raisare con mani poco canoniche, si trova perduto quando cutoff chiama e si arriva al turn.

Adam vuole cambiare questo approccio:

“Quando diventi davvero bravo, è un bene trovarsi in nodi complicati. Potrai mettere i tuoi avversari in una serie di spot complicati, e vuoi essere tu quello contro cui è difficile giocare.”

Lo studio aiuta a migliorare la gestione di queste situazioni, ma il punto non è giocare in maniera perfetta.

L’obiettivo è giocare questi spot “rari” per prendere familiarità, e dopo un po’ le decisioni diventeranno più semplici e intuitive.

Insomma, anche nell’epoca dei solver… spesso è ancora l’esperienza che la fa da padrona!

 

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