A più di tre anni e mezzo di distanza dalla ormai famosa mano con J-4o contro Robbi Jade Lew, Garrett Adelstein dà la sua versione dei fatti.
I giorni scorsi il professionista statunitense ha rilasciato un video in cui anticipa alcuni dei contenuti del suo nuovo libro Beneath the cards (“sotto le carte” è la traduzione letteraria, ndr), in larga parte centrato sulla torbida vicenda di cui è stato uno dei protagonisti.
Adelstein nega di aver chiesto la restituzione dei soldi della mano a Lew: la giocatrice glieli avrebbe dati di sua spontanea volontà. Il regular high stakes ha poi aggiunto di aver interpretato come minacce alcune frase rivoltegli da uno dei proprietari dello Hustler Casinò Live, Nick Vertucci.
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A casa con due milioni in chips
Nel video Adelstein dà la sua versione dell’accaduto di quella notte. Ha detto che dopo essersi allontanato dallo Hustler, andò a casa con due milioni di dollari in chips, e poi ebbe diversi scambi di opinioni coi proprietari del casinò Ryan Feldman e Nick Vertucci.
“Ryan, sono convinto che il tuo streaming sia compromesso – ricorda Adelstein di aver detto a Feldman.
Il poker pro ricorda anche che Vertucci avrebbe voluto tagliare lo streaming per impedire che quella mano venisse resa pubblica, ma lui si oppose con fermezza nella convinzione di essere stato truffato.
“Gli dissi ‘Nick, non c’è un ca**o di modo che mi farà fare quello che mi stai chiedendo”. Secondo quanto riferisce nel video, Vertucci chiese ad Adelstein di continuare a giocare dopo quella mano ma lui rifiutò di nuovo.
“Nessuna richiesta a Lew”
Nel video Adelstein parla anche della voce secondo cui Lew gli restituì i soldi di quel pot nel tentativo di stemperare la situazione.
“Non l’ho obbligata a farlo. Questa cosa è folle. Da un momento all’altro ho iniziato a ricevere migliaia di messaggi. Per qualche stupida ragione, ho letto ogni singolo commento sulla vicenda. Non riuscivo a fermarmi. Mi sono ritrovato in luoghi oscuri molto in fretta.”
Quella stessa sera, Adelstein pubblicò sui social quello che non esita a definire come ‘tweet sconclusionato’, in cui affermava di poter dimostrare che Lew avesse barato. Nel video lo definisce come ‘un altro errore colossale’.
Le telefonate nel cuore della notte
Adelstein racconta anche che verso la una di notte ricevette un’altra telefonata dal team dello Hustler Casinò Live. Vertucci gli disse che avrebbero resa pubblica la richiesta di restituzione del denaro della mano da parte di Adelstein a Lew. Richiesta che Adelstein sostiene di non aver mai espresso.
Adelstein dice anche di aver ricevuto un ulteriore messaggio alle quattro di mattina in cui Vertucci lo esortava a restituire i soldi a Lew.
“Più insisti, peggio sarà per noi e per te nel lungo termine – sono le parole che secondo Adelstein gli rivolse Vertucci, aggiungendo di averle interpretate come minacciose.
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Come andò a finire la vicenda
Dopo il polverone sollevato, la vicenda si concluse in un nulla di fatto. Nessuna evidenza emerse su eventuali colpe di Lew, che dal canto suo ha sempre continuato a negare ogni forma di cheating, sostenuta anche da un test del poligrafo eseguito ad hoc a Las Vegas.
Hustler Casinò Live licenziò il dipendente Bryan Sagbigsal, immortalato dalle telecamere a circuito chiuso mentre rubava 15.000$ dallo stack di Lew al termine dello streaming.
Secondo alcuni, senza alcun tipo di prova, Sagbigsal sarebbe stato il complice di Lew e stava semplicemente riscuotendo la sua quota per il lavoro sporco svolto.
Nel 2024 è stato poi estromesso dagli streaming anche Nick Vertucci in seguito a denunce di molestie sessuali.






