Pochi giorni fa abbiamo riportato il racconto di Enrico Camosci sulla sua prima esperienza alle Triton Poker Series.
“camosh” è un talento indiscusso, a detta di molti il numero uno in Italia e persino ai piani alti della classifica mondiale. Per questo motivo cercare di comprendere i suoi ragionamenti, come lavora il suo cervello quando è coinvolto in una mano è letteralmente oro colato.
E questo oro è qui, almeno in parte. Nello stesso video, Camosci ha spiegato – in breve – il suo modo di riflettere durante una mano di poker.
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Il TP di Enrico Camosci in game
“camosh” è appena risalito, ha limp-raisato un A-2o da SB contro il K-7 di Alex Theologis che gli ha concesso così la chiplead.
Gioco gli avversari e le mie carte. Questo è il mio stile, gioco aggressivo, metto pressione a chi sente pressione… e a volte anche io sento pressione, quando non ho un buono stack. Quindi, ora che sono chipleader faccio il mio lavoro: mettere pressione agli altri.
Enrico entra nei dettagli e spiega il suo modo di ragionare durante una mano:
Di solito mi prendo il mio tempo per fare una decisione, perché non mi piace solo pensare a cosa devo fare con le mie mani, ma anche al mio range.
Penso il più possibile durante le mani. Spesso non sono concentrato, mi distraggo, ma quando sono in una mano sono hyper-focused.
Penso a tutte le strategie potenziali che potrei applicare, le diverse combo, eccetera. Poi capisco quale sia la migliore size che posso fare e la dichiaro.
Ma nello specifico come funziona il pensiero di Camosci in game?
Questo processo di solito va così: conto il pot, perché normalmente penso in termini di big blinds, e poi uso il resto del tempo a pensare alla strategia ottimale. Quindi rifletto molto quando sono hyper-focused.
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Il ruolo dello studio e dell’esperienza
Amo studiare il gioco, ovviamente voglio comprendere il gioco più che posso. È parte della mia routine, anche qui [alle Triton]: mi sveglio, vado al laptop e guardo un po’ di sims, analizzo i miei dati, eccetera.
Ma, come abbiamo sentito di recente da Chidwick, studiare non significa memorizzare. Significa riconoscere pattern, comprendere schemi, capire le tendenze:
Di base conosco a pelle alcune strategie standard che applico su tutti i diversi board e le diverse azioni. Ma quando siamo al FT ci sono altre considerazioni da fare, c’è l’ICM. È un po’ più impegnativo pensare a come costruire i range post flop. È più una cosa che ‘senti’, non tanto che puoi memorizzare.
Ci sono troppi scenari, quando arrivi al river sono praticamente infiniti. Non puoi memorizzarli e non puoi nemmeno semplificarli.
O meglio, puoi; sto lavorando molto per semplificare queste cose estremamente difficili, ma normalmente vai a sentimento con tutti gli scenari che hai visto, tutte le cose che hai pensato e discusso in passato.






