Incriminato l’avvocato di Al Gore: swing da decine di milioni, ma non pagava le tasse

da | Gen 20, 2025

Per farci un’idea di quali cifre girino nelle partite private più esclusive del mondo, consideriamo questo: Ike Haxton è il 9° giocatore della All Time Money List di Hendon Mob con 50,5 milioni di dollari in vincite lorde. Tom Goldstein, il protagonista di questo articolo, avrebbe vinto la stessa cifra netta in sole 77 ore.

PokerNews ha sbobinato nei dettagli l’imputazione dei 22 capi d’accusa emessi giovedì dall’ufficio del Procuratore degli Stati Uniti del Distretto del Maryland nei confronti di Goldstein, uno dei più rinomati avvocati degli USA, scoprendo un probabile giro di partite High Stakes da far girare la testa.

Tom Goldstein ha rappresentato il vice presidente Al Gore contro George Bush in un caso storico alla Corte Suprema, che ha deciso le elezioni del 2000. Tre anni dopo, Tom vide Moneymaker in diretta su ESPN e si innamorò del poker, diventando poi un nosebleeder fuori misura.

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Da +50 milioni a -14 milioni

Gli atti indicano che l’attività “seria” ai tavoli di Goldstein inizia nel 2014, quando avrebbe giocato una serie di partite per “stake da milioni, e anche decine di milioni, di dollari“. Finanziava queste partite vendendo action ad alcuni player High Stakes e prendendo in prestito milioni di dollari.

Nel 2016 Goldstein ha giocato una serie di Heads Up High Stkes contro “tre individui ultra-ricchi”, assumendo dei professional poker player per stack-coaching.

Vinse 13,8 milioni di dollari contro uno scommettitore straniero in Asia, poi 26,4 milioni contro un businessman californiano, e altri 8,8 milioni in Asia contro il gambler straniero numero due.

$50.820.000 di profit, per un winrate di circa $660.000 all’ora in settantasette ore di gioco. Al punto 29. dell’accusa, si legge che Goldstein avrebbe inviato un messaggio ai due “Professional Gambler” calcolando questo winrate, anche formulato come “4,63 milioni a sessione per 11 sessioni“, circa 50,9 milioni in questo caso.

Una cifra straordinaria, che però non è comparsa sul modulo delle tasse del 2016, innescando queste accuse. 

Non tutto fu rose e fiori nemmeno ai tavoli, dove iniziò poi a perdere milioni di dollari, indebitarsi, e probabilmente coprire i debiti con i fondi del suo studio legale.

Nel 2017, si dice abbia perso una serie di match contro un businessman californiano per circa 10 milioni. Pare che abbia poi chiesto ad altri avvocati se fossero interessati a investire nelle sue partite, facendo intendere che questo “investimento” fosse per un prossimo match, e non per ripagare un debito esistente.

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Goldstein ha ottenuto backer per partite successive, ma complessivamente ha perso 16 milioni di dollari. A metà del 2018, doveva ancora 6 milioni di dollari al businessman californiano e ha rilasciato una cambiale promettendo di restituire la somma e gli interessi entro maggio 2020. Ha giocato in altre partite ad alte puntate con swing minori, inclusa una partita del 2019 contro un produttore cinematografico californiano che ha comportato una perdita di 170.000 dollari.

Nel 2018 è tornato da Hong Kong con un borsone contenente $968.000 in vincite (così dichiarate agli ufficiali al momento, ma poi descrivendolo come “prestito” in una chiamata con l’IRS, l’ente governativo per la riscossione dei tributi).

Nel 2021 sembra che Goldstein avesse più di 14 milioni complessivi in debiti di gioco, e questo senza calcolare tutte le tasse non dichiarate che ammonterebbero pressappoco a sei milioni di dollari.

Goldstein avrebbe anche rappresentato un attore di Hollywood che avrebbe vinto 15,6 milioni in un poker match contro un miliardario texano che non pagò il debito. L’attore doveva all’avvocato $500.000 per la causa, ma sono andati direttamente al businessman californiano per coprire il debito.

Ora Tom Goldstein rischia fino a 5 anni per ogni accusa di evasione fiscale, più tre anni per ogni falso dichiarato, un anno per ogni capo di imputazione di mancato pagamento volontario delle tasse e 30 anni per le dichiarazioni false ai creditori ipotecari.

Gli avvocati alla difesa di Goldstein si dicono “delusi che il governo abbia rilasciato queste accuse in fretta per giudicare il prima possibile senza fermarsi a comprendere tutti i fatti importanti. Il cliente intende contestare vigorosamente queste accuse e ci aspettiamo che venga esonerato al processo.”

Altri contatti tra Goldstein e il poker

Nel 2008 vinse un posto al Main Event WSOP, e partecipò a una sessione cash di 18 ore al Bellagio, che venne coperta da un thread sul foum twoplustwo. Goldstein giocava la $25/$50 con uno stile così folle che attirò l’attenzione di Johnny Chan e Greg Mueller. Un utente del forum disse:

Non ho mai visto nessuno giocare così incoscientemente e comunque crushare il tavolo come Tom. Rilanciava $400-$500 senza guardare le carte almeno 19 volte su 20, e spesso puntava, rilanciava e chiamava fino al river. Poi a quel punto guardava le carte…

A volte puntava tutte le street, incluse enormi bet al river da $30.000. Gli avversari a volte chiedevano “Cosa hai?” e lui rispondeva “Scopriamolo insieme”. Non potevi mai sapere se avesse visto le sue carte o meno.

Poco tempo fa, Goldstein giocò in maniera altrettanto vigorosa al famoso Hustler Casino Live Million Dollar Game firmandosi semplicemente come “Thomas”. Si fece notare per un muck allo showdown con la mano vincente in un pot da $540.000.

Goldstein ha rappresentato molti giocatori di poker in corte. Ha fatto da consulente per la Poker Players Alliance quando si combatteva per la legalizzazione del poker negli USA, e ha rappresentato Dan Bilzerian nel 2014 quando un’attrice pornografica è rimasta ferita durante una ripresa promozionale.

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