Gli all-in finti o quasi all-in: perché i reg high stakes tengono una chips invece di pushare?

da | Nov 23, 2024

allin finto

E’ una tendenza che ha preso piede da qualche tempo a questa parte soprattutto ai tavoli high stakes.

Un giocatore va all-in, o meglio, sembra essere andato all-in ma in realtà al centro del tavolo ha messo tutte le sue chips a eccezione di un big blind.

Quali sono i motivi che portano tanti top player a fare questa azione che devia dallo standard?

RoomBonusVisita
MarathonbetWelcome Bonus Poker 100% fino a 1.000€
Poker room Starvegas1.000 Free Spin + 7.000€ di Bonus SPID
fino a 3.500 €

Stalling?

Per iniziare la domanda obbligatoria è se questa pratica di andare all-in per tutto lo stack a eccezione di un buio non possa ricadere nella pratica del cosiddetto ‘stalling’.

Questo perché di solito il giocatore che piazza un ‘all-in finto’ prende del tempo prima di dare azione, e se qualcuno degli avversari che ancora devono parlare lo dovesse mettere in all-in può ulteriormente tankare prima di dare azione, magari nella speranza che qualcuno agli altri tavoli venga eliminato per assicurarsi uno scalino di premio.

Nonostante sia una pratica ammessa, almeno finché uno degli avversari non chiami tempo, lo ‘stalling’ viene definito da GTOwizard come una pratica di ‘soft cheating’ che danneggia il gioco perché lo rende più noioso per i giocatori ricreativi abbassando il numero di mani giocate.

 

Il finto all-in preflop

Di solito i ‘finti all-in’ hanno due declinazioni possibili a seconda della strada di gioco in cui vengono messi in atto.

Il primo è il finto all-in preflop, che viene essenzialmente fatto per due ragioni: evitare di ritrovarsi in all-in preflop a tre o più giocatori, nella speranza che qualche avversario venga eliminato prima di noi.

Andando all-in diretti per tutto lo stack, non si ha modo di sapere quanti avversari che ancora devono parlare shoveranno o reshoveranno, e potresti trovarti in situazioni scomode contro carte monster.

Lasciandoti qualche chips dietro senza andare all-in del tutto, invece, potrai chiamare l’all-in di un avversario, ma se ci sono due o più reshove potrai anche prendere in considerazione il fold nella speranza che qualcuno venga eliminato per salire un gradino di premio.

Di recente abbiamo visto un all-in finto di questo tipo, davvero estremo, da parte di Benjamin ‘bencb789’ Rolle.

RoomBonusVisita
MarathonbetWelcome Bonus Poker 100% fino a 1.000€
fino a 3.500 €
fino a 1.000 €

Il finto all-in al river

La seconda declinazione possibile degli all-in finti riguarda i river. Uno shove river di solito è polarizzante, significa che sei davvero forte o molto debole. Lasciandoti una unica chips o un unico buio dietro, non avrai mai una decisione difficile da prendere.

Se hai puntato per valore chiamerai, se hai bluffato allora saprai di avere zero equity e che dovrai foldare.

Quando gli stack si accorciano il valore delle chips rimanenti aumenta. Mettere tutte le chips in mezzo al piatto e ricevere il call da un punto migliore significa eliminazione: puntando tutte le chips meno una, invece, non ti precluderai la possibilità di restare sempre in gioco.

Un ‘all-in finto’ di questo tipo è quello di Niklas ‘Lena900’ Astedt contro Enrico Camosci al day 3 del Main Event WSOPE vinto da Simone Andrian: lo svedese foldò e con il buio rimastogli riuscì poi a scalare diverse posizioni.

 

L’indicazione della GTO

Secondo GTO Wizard ci sono delle precise situazioni di gioco in cui l’all-in finto deve assolutamente essere evitato.

Sono quelle da cosiddetto ‘thin value’, ‘valore sottile’, in cui piazzi una bet per valore con una mano più debole del range di valore standard, nella convinzione che possa ricevere dei call da qualche mano peggiore. Di quando in quando, va da sé, ci saranno anche dei call da mani migliori.

Un esempio di all-in finto da evitare, ad esempio, è quello piazzato da Michael Duek al tavolo finale del Main Event WSOP 2022, che è poi la mano in cui Adrian Attenborough portò il torneo al testa a testa decisivo contro Espen Jorstad.

Dopo la tribet preflop di Duek e il doppio check su Q105, lo statunitense bettò K turn per poi puntare cinquantadue milioni su pot di ottantacinque milioni al 3 river e restare con cinque milioni di chips, meno di due big blind.

Sul push dell’australiano Duek chiamò con K8 e venne eliminato dalla scala nuts con AJ di Attenborough.

 

Entra nella migliore community sul poker

Accedi al gruppo Facebook per confrontarti con centinaia di Grinders e restare aggiornato sulle iniziative di Grinderlab

Potrebbe interessarti anche: