Reverse Implied Odds (RIO)

Apr 21, 2021

Reverse implied odds

Pot odds: fatto ✔, Implied odds: fatto ✔. Non resta che parlare delle malefiche Reverse Implied Odds, in gergo “RIO”.

Quando di recente abbiamo affrontato il discorso delle Implied Odds (ovvero la possibilità di allargare i propri call oltre alle semplici Pot Odds se pensiamo di guadagnare abbastanza nelle street successive) mancava un dettaglio tutt’altro che indifferente.

Così come alcuni turn o alcuni river possono permetterci di chiudere un punto con cui incassare parecchio dai nostri avversari, altri possono essere deleteri per il nostro stack: magari chiudiamo un colore contro un colore più alto, una scala contro una scala più alta, una doppia coppia contro un set.

In questi scenari è possibile che i nostri call ci costino caro, ed è bene che impariamo a riconoscerli, valutarli e capirli prima che il nostro bankroll pianga!

 

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Reverse Implied Odds (RIO) nel poker

Fondamentalmente le Reverse Implied Odds, come dice il nome, sono l’opposto delle Implied Odds. Se queste ultime ci spiegano come stimare quanto ci aspettiamo di vincere dopo aver chiuso un draw, le RIO ci dicono quanto potremmo perdere se completiamo il draw ma l’avversario sarà ancora in vantaggio.

Le Reverse Implied Odds sono una stima di quanto ci aspettiamo di perdere se chiudiamo il punto ma il nostro avversario sarà migliore

Ovviamente essendo il poker un gioco a informazione incompleta non potremo mai sapere con certezza se il nostro avversario chiuderà punti superiori al nostro, e dovremo anche stare attenti a non cadere nel trabocchetto della paura delle RIO.

Ma dato questo per assodato, conoscerle e tenerle in considerazione resta una cosa importante da fare. Vediamo quindi subito qualche esempio dove dovremo pensare alle Reverse Implied Odds:

  • Draw di scala su board con Flush Draw 
    Non possiamo sapere se il nostro avversario avrà proprio due carte di quel seme, quindi anche se cade la carta che ci fa chiudere scala ma apre il terzo cuori sul board potremmo sentirci forti. Ma considerate questa possibilità, poi analizzando i range, le size, eventuali blocker e altre cose potremo capire il da farsi. Quando calcoliamo le Implied Odds comunque non è una pessima idea eliminare due out dal calcolo.
  • Overcard su board scary
    Se il nostro avversario fa una puntata molto piccola potremmo voler chiamare anche con pochissima equity. Ma attenzione a quando la carta che ci serve può far chiudere un buon punto all’avversario! Oltre a permettergli di chiudere eventuali doppie coppie (a seconda del suo range) potrebbero far chiudere qualche draw all’avversario. A bilanciare un po’ questa situazione il fatto che in scenari simili le nostre carte fungeranno anche da blocker.
  • Pocket pair basse preflop
    Fortunatamente, come puoi leggere in questo articolo, la probabilità di ricevere una coppia in mano è piuttosto bassa, quindi lo scontro tra due coppie non è uno scenario in fondo così comune. Ma è abbastanza comune da farci preferire di non essere dal lato sbagliato di un set over set, situazione dalla quale si fa molta fatica a salvarsi.
  • Mani dominate preflop
    Scenario molto comune e da studiare per bene, quando preflop ad esempio decidiamo di chiamare rilanci avversari con mani come QTo e hittiamo top pair. Molte variabili vanno tenute in considerazione e non possiamo pensare di salvarci sempre contro i KQ o AT avversari, ma ricordiamoci di usare la testa e non andare avanti solo perché abbiamo top pair. Questo porta anche a un’altra riflessione:
  • Flush draw vs. flush draw
    Per il motivo sopra spiegato, cerchiamo di preferire gli AXs ai KXs e QXs preflop, per giocare i flush draw stando sempre dalla parte del nuts. Non per questo dovremo foldare pre tutti i 65s o i T9s, ma abbiamo bisogno di creare una strategia solida per giocare i flush più bassi.

 

Quindi dobbiamo foldare tutto?

Se qualche tempo fa la strategia TAG permetteva di vincere facilmente è anche grazie alla forte riduzione delle Reverse Implied Odds che porta con sé. Più spesso che no il nostro colore sarà nut e le nostre top pair saranno top kicker, così come i nostri set domineranno quelli degli avversari.

Con l’evoluzione della teoria del poker ci si è accorti però che qualche rischio in più è vero, ci espone a maggior varianza, ma long term regala risultati di gran lunga migliori. 

Quindi non vi stiamo dicendo di evitare i flush draw che non siano all’asso, poiché le volte in cui perderemo saranno comunque rare, ma di calcolare quanto possono andare storte le cose in determinati scenari.

 

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Purtroppo il calcolo delle RIO è intricato, perché coinvolge per forza di cose l’equity della nostra mano contro il range avversario, le sue tendenze e la nostra immagine nei suoi confronti. In poche parole, incalcolabile sul campo.

Questo è uno dei casi in cui dovremo essere abili a fare delle stime, e come abbiamo ripetuto più volte il modo per perfezionare questa skill è fare molto lavoro fuori dal tavolo per imparare le migliori scorciatoie mentali per ogni scenario.

Come aiuto però vediamo cosa dovremo tenere in considerazione:

Stack effettivi

Generalmente le RIO avranno un peso maggiore più alto sarà il valore degli stack effettivi, in quanto la nostra perdite potenziale sarà molto più alta.

Se abbiamo 20bb e troviamo una top pair con kicker scarso saremo comunque contenti di giocarcele tutte. Se abbiamo 300bb sarà meglio stare attenti a come pot controllare nel migliore dei modi.

Attenzione anche ai 3-bettati e 4-bettati, teniamo sempre in mente lo Stack to Pot Ratio.

Tendenze dell’avversario

Parlando di preflop ad esempio, folderemo volentieri AQs davanti a un re-raise preflop di qualcuno che ha un valore di 3-bet di 2. Partiremo sempre dominati contro i suoi AA, KK e AK, e nessuna top pair potrebbe darci fiducia.

Paradossalmente avendo anche buone Implied, dando per assunto che non avrà problemi a giocarsi molte chips con queste mani, potremmo preferire suited connector o pocket pair medie. Ma dobbiamo fare attenzione ai possibili over-flush e over-set. Un paio di calcoli fuori dal tavolo ci daranno le risposte che cerchiamo.

(Di fronte alle 3-bet di un giocatore come quello descritto possiamo serenamente foldare tutto ciò che non è AA e fare guadagni lo stesso!)

Range dell’avversario

Il solito complesso discorso che però è fondamentalmente la base di tutti i ragionamenti che facciamo, anche secondo il parere di Alec Torelli.

Comprendiamo il range di chi gioca e restringiamolo a seconda della condotta che ha tenuto nella mano. A questo punto avremo un’idea di quanti flush draw migliori del nostro 7♠6♠ potrebbe avere e anche di quante mani peggiori che pagano il prezzo che vogliamo.

Fuori dal tavolo calcolate diversi scenari su questa cosa. Se chiudete il vostro flush e puntate, come vi comportate davanti a un raise? Se chiamate quanto spesso perderete e quanto perderete? Rapportatelo al calcolo opposto e scoprite qual è la mossa migliore da fare.

 


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