Le Implied Odds sono una componente fondamentale del poker: dopo aver imparato la base delle pot odds, si scopre che a volte ci si può prendere qualche rischio in più anche in maniera sensata.
In pratica le IO sono un calcolo che considera una stima di quanto potremmo vincere nelle street successive per poter chiamare anche fuori dalle pot odds matematiche. Ne abbiamo parlato meglio nell’articolo guida sulle Implied Odds.
L’importante è sempre non esagerare e non usare il concetto di Implied Odds come giustificazione per diventare delle calling station. Ma non è tutto qui. Un articolo del blog di GTO Wizard ci svela altre problematiche dietro a questo concetto.
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GTOWizard spiega che Implied Odds non sia un concetto sbagliato, ma troppo semplicistico. E spesso in casi come questo finisce per diventare un ostacolo a una comprensione più profonda di questo gioco.
In effetti, le IO sono una componente dell’EV, che è l’unico calcolo davvero completo (ma impossibile da fare precisamente in game).
Ecco alcuni assunti sbagliati della definizione di Implied Odds:
Vincerai sempre il pot quando chiudi il punto
Immaginiamo di chiamare fuori odds un progetto di scala bilaterale. La nostra speranza è di chiudere il draw per rifarci dell’investimento, ed è questo ciò che definiamo Implied Odds.
Ma cosa succede se c’è anche un draw di colore sul board? A quel punto solo sei su otto carte del mazzo potrebbero darci il nuts effettivo. E se uno dei nostri out permettesse anche una scala più alta? E se il board fosse paired?
In soldoni, bisogna ricordarsi di considerare anche le RIO, Reverse Implied Odds.
Ma è un problema anche quando si parla di set-mining preflop, perché si pensa sempre di vincere la mano quando si chiude un set. Certo, è un punto fortissimo, ma non imbattibile, e a volte si può perdere un pot davvero enorme dopo aver settato.
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Vincerai sempre ciò che rimane negli stack quando chiudi
Tendenzialmente il pensiero è: “Chiamo, così se chiudo scala vinco tutto ciò che ha dietro”, e facendo due calcoli si riscontra che così sarebbe un call positivo.
Però questo dipende da molti fattori: quanto è strong il range di oppo? Quanto è face-up che abbiamo un draw?Â
Dobbiamo essere realistici e stimare quanto spesso stackeremo davvero l’avversario. Per esempio, se abbiamo stack effettivi di €50, ma crediamo di andare ai resti solo la metà delle volte, allora dovremo ricalibrare i calcoli considerando un €25.
Questo può spostare di molto la soglia di pot odds effettive, e rivelare che un call sia meno profittevole di quanto sembri.
Non vincerai mai se non chiudi il punto
L’altro piatto della bilancia: si ritiene spesso che questo sia uno scenario di “hit or fold”, ma non è detto che si perda per forza la mano senza centrare il draw.
Un’opzione è sempre il bluff, mai da sottovalutare, ma c’è anche la possibilità di hittare qualcosa come middle pair e scoprire che è sufficiente a battere la mano del nostro avversario! E poi, anche missando, ci possono essere dei casi dove l’high card si rivela comunque sufficiente allo showdown.Â
Ovviamente qui bisogna tenere in considerazione quanto è debole il range dell’avversario, e tipicamente più è debole più spesso vinceremo senza chiudere… ma meno spesso massimizzeremo quando chiuderemo.
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Size più basse aumentano la EQR
GTO Wizard fa notare con un esempio come la size del nostro avversario sia uno spartiacque per quanto è profittevole la nostra mano.
Come al solito nel poker, ogni caso è a sé e va analizzato in autonomia, viste le infinite variabili. Ma abbastanza spesso si nota come una bet small aumenta la realizzazione dell’equity dei nostri draw, confronto a un’overbet.
Nell’esempio che vede Hero con T9 su J♥8♦2♥, a soffrire di più sono le combo con cuori, che vengono maggiormente penalizzate dall’overbet, rispetto alla bet small (tutte le combo perdono EQR, ma quelle con cuori di più)
Il motivo è che l’avversario ha più flush draw nel range con l’overbet, e quindi vincerà sui 7♥ e Q♥, ma anche perché lo stesso range di Hero avrà più flush draw e farà suonare un campanello d’allarme all’avversario – che quindi pagherà di meno dopo il terzo cuori.






