Keating e Adelstein: “Il gioco high stakes è arte, non scienza!”

da | Mag 27, 2026

keating adelstein

Il The Lodge di Doug Polk ha riaperto, pulito da tutte le accuse, e per inaugurare questo nuovo capitolo, WCGRider ha invitato due dei cash gamer live più seguiti del panorama: Garret Adelstein e Alan Keating.

In un podcast di presentazione dove i tre pro high stakes hanno chiacchierato di tutto, incluso lo scandalo di Robbie Jade Lew, si è toccato anche un argomento interessante, ovvero: perché i due ospiti che sono considerati tra i migliori del mondo, giocano mani… discutibili? 

 

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Ad aprire la conversazione è Polk, che con il suo classico linguaggio sarcastico evidenzia come dal canto suo abbia sempre cercato l’equilibrio, mentre Garret e specialmente Keating… hanno un VPIP infinito e sono sempre in bluff! 

Se posso, io mi sento come se usassi solo la “parte buona della forza“. Ancorato alla parte pulita, i cari range organici come li faceva la mamma…

Voi siete stati corrotti dalle arti oscure e usate qualunque genere di magia in vostro possesso per capire cosa stanno facendo gli altri.

Io non ce l’ho. Non è il mio tipo di poker, non è etico e mi schiero contro questo schifo qui nel mio podcast!

Alan Keating bacchetta l’amico difendendo la sua posizione:

Arrivi al river e l’altro o è in bluff o non lo è: tu saresti tipo “Qualcuno ha una moneta? Se cade tre volte testa chiamo”

Ma che stai facendo? Devi guardare dentro la sua anima! Devi riuscire a capirlo!

Adelstein si accoda immediatamente:

Sono contento che tu l’abbia detto, Alan. Sono completamente d’accordo e ho letteralmente avuto questa conversazione con un amico vedendo una clip YouTube di Polk che dice “È close, tirerò una moneta.”

È l’esatto opposto di come vedo io il poker. Io ogni volta cerco di trovare qualcosa che mi permetta di prendere una decisione che nessun altro saprebbe prendere. E potrebbe essere completamente finto, anzi probabilmente lo è! Ma penso che mi dia comunque un’edge.

Quando ti siedi devi credere di essere il miglior giocatore a quel tavolo, e devi pensare meglio alle tue acrobazie. Questo naturalmente ti porta a mettere in pratica il meglio delle tue abilità.

 

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Poi Polk diventa serio, non ottenendo però altrettanto dagli altri due:

Sì, penso che la differenza tra la mia prospettiva e la vostra, è che ho giocato in tutta la mia carriera contro giocatori d’élite…

A questo punto Keating scoppia a ridere, contagiando Garret, e non si fermano più.

…e devo avere range teoricamente ben bilanciati, perché sto giocando contro quelli che chiamo “avversari forti”.

Così è più o meno come ho battuto chiunque al mondo, ma voglio sentire da voi come exploitate il signorotto dell’Iowa: è più con il cibo a base di mais, o più con il tabacco?

Poco dopo nella conversazione, Adelstein spiega meglio la sua visione del poker:

Per me il poker live deep con grandi cifre in ballo, non è scienza per niente. È arte. E penso che se lo trasformassi in una scienza vinceresti, ma penso che puoi vincere alle vette più alte rendendolo un’arte, per quanto possa essere un cliché.

E Keating batte un cinque virtuale al collega:

Non potrei essere più d’accordo, è completamente arte. Dici, 300 big blinds… che è sta roba? Avrei bisogno delle chart.

A me piacciono mille big blinds, perché puoi uscirtene con maniere creative di giocare 9-7. Come potrebbe mai accadere quella mano senza mille bb, no? 

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