Tripla fortuna: come vincere 5 volte il primo premio alle WSOP

da | Giu 27, 2025

Michael Lavin

Vincere un braccialetto WSOP è il sogno di chiunque, ma Michael Levin l’ha reso ancora più grandioso, con il suo shippo al $1.500 Shootout dell’evento #20. Perché, vi domandate?

Cogliamo la palla al balzo sulle ultime polemiche WSOP, dove Jesse Yaginuma è sospettato di collusion e chip dumping in heads up al Milli Maker, possibilmente tentato dalla promozione di ClubWPT Gold che aggiungeva un milione di dollari alla vittoria dell’evento.

Prima di Jesse, c’è chi ha effettivamente ottenuto questo risultato, senza essere accusato di cheating. Stiamo proprio parlando di Levin, che ha vinto il suo secondo braccialetto accompagnato da un milione di dollari in omaggio.

 

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Riprendiamo un video di Doug Polk che analizza questo successo, ripercorrendo le mani principali e cercando di capire quale sia la strategia migliore in payout così “particolari”.

Se parliamo di tecnica e strategia, perché il titolo parla di “tripla fortuna“? Beh, la prima è il braccialetto, la seconda è il milione aggiunto, e la terza… guardate che showdown miracolati!

Come cambia la strategia

Questo torneo aveva una prima moneta in palio da $267.373, ma con la promozione Gold Rush di ClubWPT Gold, se avesse vinto Lavin avrebbe conquistato $1.000.000 aggiuntivi.

Quindi, al tavolo finale – fa notare Polk – i player stanno giocando due giochi molto diversi. Per Mike, il primo premio non è 267k, ma 1.267k! Lui sta giocando per un enorme primo premio gonfiato, mentre gli altri giocano per il classico prizepool.

“Per questo motivo, Mike deve essere incredibilmente aggressivo, provare a vincere più pot possibili con l’obiettivo di vincere l’intero torneo. Di base, non si deve preoccupare dell’ICM, quasi in nessun modo.”

“Questo mi ricorda una dichiarazione che ho fatto l’altro giorno…

Sento che quando inizi a pensare all’ICM, stai prendendo il sentiero che porta a diventare una fighetta.

Wiston Churchill non ha mai fatto min-cash e bustato con 2bb. O aveva uno stack, o – non so – invadeva le spiagge della Normandia.

Ironia a parte, di cui Polk è apparentemente maestro – andiamo sul tecnico.

 

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Il primo miracolo verso il milione

Mike parte quarto su nove. Tipicamente si raccomanda, in questa situazione e con quei payjump, di essere più conservativo per non finire nei payout bassi e perdere soldi che potresti vincere semplicemente foldando. Non è il mio credo personale su come si dovrebbe giocare, ma saggezza convenzionale.

Ma non è il caso di Mike. Deve spingere sull’acceleratore e andare, ed è esattamente ciò che fa.

In questa mano, Lavin flatta AQo dopo il raise di Punsri con KQo. In questo caso è un’ottima mossa: 3-bettare significa probabilmente dover chiamare un all in, e quindi trasformare la tua mano in bluff. Chiamando, pot-controlli in posizione con una mano abbastanza forte.

Vasquez spilla AKo da BB e va all in per 2,5M. Lavin ha 3,6M e opta per il call, partendo dominato e necessitando di un miracolo. Che arriva subito al flop con una Q che gli dona top pair e lo fa vincere!

#2: set vs. assi

Lavin, poi, fa un bluff che lo porta chipleader 7 left e si scontra successivamente contro Westmorland che rilancia con AA e Lavin chiama da BTN con [invalid notations]. Westmorland checka, e Lavin sta già sognando l’assegno da un milione. Lavin punta 250k su 780k, Westmorland rilancia a 800k e c’è il call per vedere 8 turn. Westmorland punta 1,4M e Lavin chiama in slowplay.

Il river J non è preoccupante per Lavin, ma Westmorland deve fare attenzione. Però ha solo 2,2M su pot di 5,2M, probabilmente dovrà metterli nel mezzo e sperare che tornino. Fa esattamente questo, ma riceve brutte notizie.

 

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Tutte le gire in un’unica direzione

Siamo 6-handed e alcuni giocatori hanno buoni stack, incluso Punsri che è un regular degli high roller che spesso gioca alle Triton. Nelle prossime mani di Lavin si vedono le vere skill dei tornei di poker: gli all in pre.

Una carrellata di queste mani: Wheeler che 4-bet/pusha AKs e viene eliminato da JJ di Lavin, Carmona che shova con A9o e viene eliminato dall’A4o di Lavin, QQ di Song contro 99 di Lavin che trova il 9 al turn.

Così Lavin arriva ampiamente chipleader a 3 left contro Rossitto e Punsri.

 

Fuori anche Punsri

Punsri apre da BTN con 98 e Lavin small 3-betta con AQ. Non sarebbe stato male l’all in perché sono 22x effettivi e non è il massimo permettere all’avversario di flattare IP, ma anche questa mossa è ok. Sei avanti rispetto alle mani che ti chiamano. Punsri ha le odds e va a vedere il flop.

Q83 entrambi trovano una coppia, e Lavin punta 1/4 pot con TPTK. Punsri con middle pair vorrà pot-controllare, se andasse all in si scontrerebbe contro mani migliori o che hanno un po’ di equity. Il call è la giocata giusta, che Punsri esegue.

Q e con un trips la domanda diventa: trapping, o puntare per provare a stackare l’avversario? La verità è che non ci sono tante mani che possono chiamare una bet o un all in: i draw devono foldare, solo gli 8 possono chiamare. Quindi mi piace la scelta di checkare che ha preso Lavin.

 

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Per Punsri è difficile: se vai all in ti chiama solo meglio, ma se betti small puoi prendere un po’ di valore ma stai turnando la tua mano un po’ in bluff. Checkando permetti all’altro di realizzare la sua equity.

Tutte le scelte sono bruttine, ma mi piace quella che ha preso: bet small per prendere valore, e se arriva il check-raise all in è un po’ più probabile che abbia bluff. Sfortunatamente Lavin non ha bluff. All in, call e Lavin elimina l’avversario, arrivando in HU.

 

“Puoi sempre essere più fortunato”

Quando elimini quasi tutti gli avversari al final table, puoi pensare di essere fortunato. Ma puoi sempre essere più fortunato.

Rossitto limpa A9o, Lavin checka 42o e trova il flop della vita: 422. Rossitto non ha un granché per continuare nella mano, ma questo si risolverà presto.

Dopo il check-check arriva il 9. Lavin punta 400k su 600k, Rossitto chiama. River 7, bet-call da 2 milioni e Lavin prende altro margine.

A chiudere questa run pazzesca c’è un A3 di Rossitto contro A2 di Lavin, due mani che spesso splittano il pot. Ma Lavin ha un’altra idea. Dopo un flop ininfluente, turn e river sono 22 e Lavin realizza il sogno.

 

Insomma, Lavin ha avuto davvero una run celestiale, ma a detta di Polk ha adattato la sua strategia alla situazione nel modo migliore: più è importante arrivare primi, più è importante prendersi dei rischi e accantonare l’ICM.

Sei d’accordo o sei di un altro parere? Faccelo sapere nei commenti!

 

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